L'editoriale
18.04.2026 - 08:30
Tra le frasi fatte (e banali) che sentiamo ripetere da qualche anno è che i giovani non si interessano alla politica. Non è vero. Partecipano da protagonisti quando vengono e si sentono coinvolti in prima persona. Come è accaduto ieri nel corso del congresso di Gioventù Nazionale. Bastava il colpo d’occhio. Attenzione però: nel movimento giovanile di Fratelli d’Italia la politica si respira da anni. Per un motivo preciso: l’azione di Massimo Ruspandini, che ha fatto della militanza e dei valori un imperativo categorico assoluto. Una premessa necessaria. È sempre importante quando i giovani scendono in campo senza delegare ad altri di scrivere il loro futuro. Lo abbiamo visto, per esempio, alle elezioni del Consiglio dei Giovani al Comune di Frosinone.
Tra i tanti sorpassi che Fratelli d’Italia ha effettuato in Ciociaria, c’è pure quello sul pianeta dei giovani. E non c’è dubbio alcuno che nei contorni spesso sfocati della politica locale una delle poche certezze è costituita dall’attenzione che l’attuale presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, ha sempre rivolto ai giovani. Non a caso gran parte di quella classe dirigente di Fratelli d’Italia che ormai prolifera nei Comuni della nostra provincia si è formata nelle riunioni, nelle manifestazioni, nelle tante proteste di carattere ambientale (pensiamo alla Valle del Sacco) che hanno caratterizzato il percorso politico di Ruspandini. Il quale ha sempre preferito ascolto e dialogo con gli “under 20” piuttosto che le oceaniche esibizioni muscolari con pletore di potenziali elettori attratti da pranzi luculliani che, una volta digeriti, non lasciavano nulla. La “cantera” allestita da Ruspandini non si fonda sulla promessa di facili traguardi. Si fonda sul sacrificio, sulla militanza, sui valori, sulla partecipazione. Perché, come scriveva Bertolt Brecht, “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. L’approccio giovane e rivoluzionario in fondo è questo.
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