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L'editoriale

Adesso basta con le ipocrisie. La Provincia resta centrale

Fin quando ci sarà la Delrio l’unità delle coalizioni non è necessariamente la regola, perché va costruita sul campo e negli anni. Con i fatti

luca di stefano

Il sindaco di Sora Luca Di Stefano

Il ritorno all’elezione diretta del presidente e dei consiglieri provinciali è scomparso dai radar. Non che manchino i segnali (sporadici), ma il punto è che per andare a dama su una questione del genere è necessario che i partiti trovino un’intesa totale. Perfino, anzi soprattutto, sulla rapidità dei tempi. Al tempo stesso però ci si rende conto di quanto la Provincia sia rimasta centrale nelle dinamiche territoriali. Sia sul piano amministrativo che politico. La conferma anche in queste ore, perché si sta parlando di deleghe. Alcune fondamentali: pensiamo alla viabilità e all’edilizia scolastica. Poi, bando alle ipocrisie: la corsa alla presidenza è una delle tematiche più “sentite” dagli amministratori locali. E dai leader. Vero che non parliamo (dal 2014) di elezione diretta e che quindi il “popolo sovrano” resta a casa. C’è però un aspetto che non va sottovalutato. Alle politiche e alle regionali sono nella sostanza le segreterie dei partiti a stabilire non soltanto chi sarà in campo, ma chi potrà essere messo nelle condizioni di centrare l’obiettivo e chi no. Nell’ambito di alleanze che non possono essere certamente messe in discussione a livello locale. Mentre per quanto riguarda le comunali, negli enti sotto i 15.000 abitanti i confini delle diverse liste hanno quasi sempre un profilo bipartisan. O trasversale.

Anche nei Comuni più grandi succede spesso che le dinamiche non siano proprio “rigide”. Basta guardare a quello che è successo a Sora, a Ferentino, a Veroli. Alla Provincia, da quando c’è la Delrio non sono mancati certamente i colpi di scena. Nessuno ha dimenticato il “derby” tra Antonio Pompeo ed Enrico Pittiglio. Ecco perché oggi nessuno può fare finta di meravigliarsi se non ci sono certezze sulle alleanze e sulle manovre che verranno definite quando, tra meno di un anno, si voterà per la presidenza.

Da quanto tempo il centrodestra non si riunisce unitariamente in Ciociaria? In questi anni la Lega ha preferito costantemente “ballare da sola”. Anche alla Provincia. Per non parlare delle tante (forse troppe) situazioni non chiarite tra alleati. Tra Forza Italia e Carroccio per esempio. Ma pure tra Fratelli d’Italia e Carroccio. E come non vedere che nel Pd continuano a dominare le logiche correntizie nonostante un accordo congressuale che però ha ancora bisogno dell’ultimo tassello? Quello della vicesegreteria. Dunque, bando al perbenismo di facciata. Fin quando ci sarà la Delrio l’unità delle coalizioni non è necessariamente la regola, perché va costruita sul campo e negli anni. Con i fatti. Ci si può riuscire, ma non è scontato. Inoltre, a dare le carte sono i leader politici locali. E nessuno vuole rinunciare al ruolo. Perché dovrebbe?

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