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Sulla giostra delle deleghe

Luca Di Stefano ha iniziato i confronti con i gruppi, consapevole che il “pallino” è nelle sue mani. Le aspettative di Fratelli d’Italia (primo partito) e il ruolo diverso dei Democrat

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La sede della Provincia di Frosinone

Il presidente della Provincia Luca Di Stefano ha iniziato la serie di confronti finalizzati a comporre il “puzzle” delle deleghe ai 12 consiglieri. Consapevole che non sarà semplice trovare una sintesi condivisa. Ma consapevole pure che non esiste un’alternativa. Conteranno i risultati elettorali dell’8 marzo scorso: voti ponderati e percentuali. E conteranno equilibri, rapporti di forza. Perfino le strategie. Il quadro è mutato: il sorpasso di Fratelli d’Italia nei confronti del Pd è avvenuto e sarà impossibile non tenerne conto.

FdI ha 4 consiglieri: Stefano D’Amore (Isola del Liri), Alessandro Cardinali (Anagni), Simone Paris (Fiuggi), Andrea Velardo (Castrocielo). Il partito ambisce a deleghe di prima fascia: viabilità ed edilizia scolastica in primis. Ma si guarda pure a patrimonio e trasporti. E si aspetta la vicepresidenza, carica peraltro che in passato ha già ricoperto Alessandro Cardinali. Da capire pure se una materia di profilo istituzionale, come la presidenza del consiglio provinciale, potrà essere tenuta in considerazione oppure no. Il Partito Democratico ha 3 consiglieri: Enzo Salera (sindaco di Cassino), Luigi Vittori (Ferentino), Luca Fardelli (Cassino). I tre potrebbero incontrare Luca Di Stefano alla presenza del segretario provinciale del partito Achille Migliorelli. Sarà un passaggio cruciale sotto tutti i punti di vista. Intanto perché i Democrat non hanno più la maggioranza degli amministratori. Un elemento che cambia la prospettiva. Iniziando dalle deleghe. Senza dimenticare però i passaggi successivi: dall’assetto delle partecipate alla candidatura alla presidenza della Provincia. Perché Enzo Salera potrebbe puntare a concorrere per la poltrona più ambita dell’ente di piazza Gramsci. Ben sapendo che all’interno del partito c’è chi non vedrebbe male (anzi) il sostegno a Luca Di Stefano per un mandato bis. Magari replicando lo schema trasversale applicato in Comuni come Ferentino e Veroli. Per questo motivo al summit ci sarà il segretario Achille Migliorelli.

Poi c’è la Lega, che ha confermato i 2 consiglieri: Andrea Amata (Vicalvi) e Luca Zaccari (Ferentino). Nella precedente consiliatura si sono occupati, rispettivamente, di Pnrr e attività di supporto al “Comitato per la crescita e lo sviluppo sostenibile” e di ambiente e urbanistica. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si conclude formalmente il 30 giugno prossimo. Complicato pensare che la delega sarà riproposta. Ragione per la quale bisognerà capire quali saranno gli spazi a disposizione. Discorso che vale anche per il Pd. Consideriamo che sul tavolo, oltre a quelle citate, ci sono pure bilancio, formazione, pari opportunità, pubblica istruzione, caccia e pesca, politiche culturali, sport e turismo, digitalizzazione.

Ma bisognerà tenere conto anche delle aspettative di altri 3 consiglieri: Pasquale Cirillo (Frosinone) di Forza Italia, Gianluca Quadrini (Arpino) di Progetto Futuro e Luigi Vacana (Gallinaro) di Provincia in Comune. Vacana si è sempre occupato di politiche culturali e potrebbe voler continuare lungo tale percorso. Mentre Quadrini la volta scorsa ricoprì il ruolo di presidente del consiglio provinciale. Per quanto concerne Forza Italia, la sensazione è che potrebbe chiedere competenze relative al lavoro e alla formazione. Il 24 e 25 maggio ci sono le elezioni amministrative, che riguarderanno 9 Comuni in Ciociaria: Pontecorvo (12.438 abitanti), Boville Ernica (8.423), Cervaro (7.812), Ripi (5.059), Patrica (3.071), Fontana Liri (2.752), Trevi nel Lazio (1.749), Guarcino (1.505) e Belmonte Castello (693). Nessuno supera i 15.000 abitanti: non ci sarà ballottaggio quindi. Però la prossima settimana saranno presentate le liste.

Non è un argomento direttamente collegato con l’attribuzione delle deleghe. Ma gruppi e partiti proveranno a chiudere prima. Il “pallino” però è nelle mani del presidente Luca Di Stefano.

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