Frosinone
14.04.2026 - 10:00
Dopo il via libera al bilancio le sedute ordinarie sono passate in secondo piano. Anche perché soltanto la mancata approvazione del documento contabile può comportare l’interruzione della consiliatura. E siccome le elezioni comunali a Frosinone sono previste a giugno 2027, non c’è più... tempo. Senza considerare che i numeri per una mozione di sfiducia o per le dimissioni di massa non potranno esserci, visto che Domenico Marzi ha confermato che la “sua” civica non sarà mai disponibile per operazioni del genere. Peraltro è già evidente che l’attenzione di tutti è proiettata alle comunali.
Il Rubicone del Pd
Il neo responsabile del circolo cittadino dei Democrat Stefano Pizzutelli ha definito la composizione della segreteria. In tempi rapidi indicherà le strategie in vista dell’appuntamento con le urne. Con ogni probabilità effettuerà un passaggio con i Socialisti, ma al tempo stesso sa che i tre consiglieri del gruppo (Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi) hanno sollecitato l’individuazione di una “road map” precisa. Peraltro Venturi al congresso provinciale ha detto chiaramente che a suo giudizio il Pd deve proporre un proprio candidato sindaco. Per poi avviare un confronto con gli alleati. Liste civiche comprese. I Socialisti il candidato lo hanno già ufficializzato: il capogruppo Vincenzo Iacovissi. Definita altresì la coalizione, La Frosinone di domani, composta da quattro liste: Psi, Frosinone Aperta, Provincia in Comune e Area Vasta. La questione politica sul tavolo è evidente: il centrosinistra procederà unito oppure, come nel 2022, le strade di Democrat e Socialisti saranno diverse? Il vero nodo da sciogliere rimane questo.
La questione del Carroccio
La tematica del gruppo consiliare della Lega è sul tavolo della Prefettura. Domani saranno ascoltati i diretti interessati. La situazione è nota: il capogruppo è sempre Giovanni Bortone, che da circa tre anni è all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli. Nella seduta di Consiglio del 4 marzo scorso il consigliere Dino Iannarilli ha detto: «C’è stata una riunione nella quale si è preso atto del fatto che il gruppo del Carroccio è aumentato di un’unità, avendo aderito Marco Sordi. La nostra volontà è quella di indicare Marco Sordi come capogruppo». Marco Sordi, eletto nella Lista Vicano, da tempo ha annunciato la sua adesione alla Lega. E in quella stessa riunione del consiglio comunale ha notato: «Vorrei sapere per quale motivo Giovanni Bortone non accetta la mia richiesta di ingresso nel gruppo della Lega».
Iannarilli ha investito della questione il segretario generale del Comune. Dal canto suo Giovanni Bortone non ha indietreggiato di un millimetro, continuando a ripetere: «Il regolamento è chiaro: è il capogruppo che deve accettare l’ingresso di un consigliere. E il capogruppo è il sottoscritto». Facendo esplicito riferimento, anche con un cartello, all’articolo 17 comma 3 del regolamento, che recita: «Il consigliere che intende appartenere ad un gruppo diverso da quello in cui è stato eletto, deve darne comunicazione al presidente allegando la dichiarazione di accettazione del nuovo gruppo». Che poi è lo stesso concetto espresso dall’articolo 27, comma 4, dello Statuto. A nessuno sfugge che il braccio di ferro ha una forte valenza politica. Per il ruolo di capogruppo ma pure per le dinamiche interne alla Lega.
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