La deputata Ilaria Fontana (Cinque Stelle) e Francesco De Angelis (presidente del Pd Lazio)
Lo scatto annunciato nel corso del congresso unitario del 1° marzo scorso non si è visto. E il Pd provinciale resta nella palude.
Peraltro il recente sondaggio effettuato da Emg, relativamente alla provincia di Frosinone, conferma che il centrodestra è largamente maggioritario (57%: con Fratelli d’Italia al 30,40%). Mentre i Democrat rimangono inchiodati a quel 16,30% che è diventato un tabù. Una percentuale lontanissima dal dato nazionale e regionale. Una percentuale parametrata sul voto di opinione, che in Ciociaria i Democrat non intercettano da anni luce. Il centrosinistra è al 36,50%, con il Movimento Cinque Stelle all’11,40%. E questo impone una riflessione seria. I pentastellati a livello locale non hanno la rappresentanza del Pd: non hanno eletto consiglieri regionali e provinciali, non hanno sindaci, assessori e consiglieri comunali, che invece i Democrat indicano. Però il Movimento ha espresso un parlamentare (la deputata Ilaria Fontana, al secondo mandato). I Dem sono all’asciutto da tredici anni. Uno scarto di meno di cinque punti in Ciociaria vuol dire che i Cinque Stelle incidono solo sul voto di opinione. L’altra faccia della medaglia è che avere un numero importante di amministratori locali non serve al Pd. Nemmeno a “pareggiare” le percentuali nazionali e regionali. Poco da girarci intorno: la classe dirigente locale rimane in discussione. Intanto perché quattordici mesi di stagione congressuale dominata dai veti incrociati delle “correnti” hanno lasciato il segno. Infatti lo stallo è stato sbloccato da leader nazional-regionali del calibro di Daniele Leodori e Claudio Mancini. A distanza di un mese e mezzo non è stato ancora sciolto il nodo della vicesegreteria. I referenti locali si augurano che siano ancora una volta Mancini e Leodori a trovare la quadra. Perché a dominare rimangono sempre e soltanto le correnti. Forse è venuto il momento del coraggio e delle scelte forti e impopolari. Achille Migliorelli è il segretario dell’intero partito. È chiaro che deve coinvolgere tutti, ma le scelte vanno prese: sulle alleanze, sulle candidature, sulle liste. A costo di scontentare, magari a turno, una singola corrente. Compresa la sua, AreaDem.
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Sempre lo stesso sondaggio conferma che Forza Italia (13,80%) mantiene una percentuale importante in Ciociaria. Il problema degli “azzurri”, però, resta quello di non avere abbastanza peso politico nelle dinamiche territoriali. E di coalizione. Il caso emblematico è quello del Comune di Frosinone, il capoluogo. Non intendiamo entrare nel merito delle responsabilità politiche che hanno determinato una frattura insanabile tra il gruppo di FI e il sindaco Riccardo Mastrangeli (Lega). Il fatto è che tra un anno si voterà pure a Roma, Viterbo e Rieti. Difficile che il centrodestra regionale vada a macchia di leopardo. D’altronde è evidente che una ricomposizione non è credibile se arriva sul filo di lana. Eppure nessuno prende l’iniziativa. Non Forza Italia. Non la Lega.