La situazione
09.04.2026 - 08:30
«Il problema sta nei tempi di percorrenza. Il Bus Rapid Transit era stato pensato per velocizzare il collegamento tra la Stazione e De Matthaeis: un tragitto che doveva essere di dieci minuti. Ma siccome è ormai chiaro che ce ne vorranno venti, la domanda è: siamo sicuri che sia questa la soluzione giusta? Perché non interrogarsi costruttivamente su tale aspetto?». Va dritto al punto Angelo Pizzutelli, consigliere comunale del Pd. Dopo l’ultima seduta consiliare del question time l’argomento della mobilità urbana (e quindi del Brt) è tornato di forte attualità. Rileva Angelo Pizzutelli: «Diversi mesi fa, dunque in tempi non sospetti, dissi che era preferibile potenziare il Trasporto pubblico locale. Ma una considerazione in premessa va fatta: quando il sindaco Riccardo Mastrangeli fa riferimento all’inquinamento da polveri sottili e al fatto che dai dati Istat emerge che Frosinone è la prima città italiana per tasso di motorizzazione evidenzia dei dati oggettivi.
Nel capoluogo ciociaro ci sono 856 auto per mille abitanti. Inoltre, a Frosinone sette autoveicoli su dieci hanno più di 8 anni, mentre il 41% ha un’età che varia dagli 8 ai 19 anni, il 16% dai 20 ai 29 anni, c’è perfino un 11% che supera i 30, la stessa quota dei mezzi tra 1 e 3 anni. A Frosinone si contano 1,044 auto alimentate a combustibili fossili per abitante contro, ad esempio, le 8 ogni mille abitanti delle elettriche. Solo un terzo del parco circolante è Euro 6, mentre il 28% è Euro 3 o meno. Sulla necessità di intervenire sulla mobilità urbana siamo tutti d’accordo. Il punto è che il Brt rischia di non risolvere alcun problema. Abbiamo sempre evidenziato che a nostro avviso non è compatibile con la mobilità urbana, con le strade e le carreggiate che ci sono. Faccio fatica a credere che possa determinare un drastico ridimensionamento dell’utilizzo delle vetture private. Non c’è una corsia dedicata e il rischio è quello che si trasformi nell’ennesima circolare che deve fare i conti con un traffico cittadino insostenibile».
Continua Angelo Pizzutelli: «Andrebbe invece potenziato fortemente il trasporto pubblico. Prevedendo altresì l’ammodernamento dei mezzi con pensiline moderne con display relativamente agli orari delle corse. Così come il raddoppio delle corsie e la previsione di servizi navetta capillari possono rappresentare delle soluzioni importanti. Detto tutto questo, è necessario intervenire sui parcheggi. In particolar modo su quelli alternativi, oltre cioè a quelli previsti e ipotizzati. Mi auguro inoltre che si riescano a definire due situazioni fondamentali nelle dinamiche della mobilità urbana. Intanto la riattivazione dell’ascensore inclinato: fermo da troppi anni e senza una data di possibile riapertura. È un impianto che può fare la differenza nel collegamento tra la parte bassa e il centro storico. Poi c’è il Multipiano di viale Mazzini-via Ciamarra. Per quello che mi riguarda, le coordinate sono obbligate: opera a totale servizio dei cittadini nella prospettiva del rilancio del centro storico».
In aula consiliare il sindaco Riccardo Mastrangeli ha ribadito la posizione dell’Amministrazione. Così: «Frosinone continua ad avere il tasso di motorizzazione più alto in assoluto: 83 auto ogni 100 residenti. Terminata la linea principale (A), chiederemo i fondi per quella B. La vogliamo chiamare linea “barrata”? Il Bus Rapid Transit servirà un bacino potenziale di 20.000 persone, più altre 8.000 della linea B. L’obiettivo è limitare l’utilizzo dell’auto privata e credo che quando l’intervento sarà ultimato e si vedrà la bontà del progetto, in tanti sceglieranno il Brt. I posti auto che saranno persi? Ripeto: alla fine il saldo dei posti auto sarà positivo». Da qualunque parte si analizzi la situazione è già chiaro che il tema della mobilità urbana sarà centrale nella prossima campagna elettorale. A partire proprio dal Bus Rapid Transit. I lavori dovrebbero terminare a luglio. Da capire quando il mezzo elettrico potrà essere operativo. In ogni caso il dibattito è senza esclusione dei colpi.
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