Politica
31.03.2026 - 09:00
“Il re è nudo”. La frase fa riferimento alla fiaba danese “I nuovi vestiti dell'imperatore", scritta da Hans Christian Andersen e pubblicata nel 1837. A pronunciarla è un bambino che, con gli occhi sgranati, trova il coraggio di dire quello che tutti vedevano. Ma che nessuno osava sottolineare. L’espressione evidenzia una situazione nella quale la maggioranza degli osservatori evita di entrare nel merito. Come la questione del candidato sindaco del centrosinistra. Il neo segretario cittadino del Pd Stefano Pizzutelli ha sviluppato una relazione parametrata sul programma, sulle critiche alle Amministrazioni di centrodestra (dal 2012 ad oggi), sulla coalizione da costruire. Lanciando il “Piano V.” Dove la “V” sta per vittoria. Quella che al centrosinistra a Frosinone manca dal 2007 (Michele Marini). Da allora tre sconfitte consecutive. La domanda che nessuno osa fare è: stavolta il centrosinistra riuscirà a trovare un “punto di caduta” condiviso sulla candidatura a sindaco? Assicurando pieno sostegno a chi verrà indicato? L’idea dei Democrat è quella di tenere nello stesso perimetro il Pd, il Psi, i Cinque Stelle, Possibile, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche. Ha detto Stefano Pizzutelli: «L’obiettivo è la primavera 2027 e non si vincono le elezioni comunali di Frosinone senza unire alla nostra azione politica la forza di proposta motivata e appassionata delle componenti civiche che in questi anni sono state le protagoniste di battaglie di sopravvivenza e di sfida. Apriamo un tavolo di confronto senza preclusioni e senza preconcetti, ma consapevoli del nostro ruolo e del nostro radicamento nel territorio». Il primo aspetto da chiarire è il rapporto con il Psi di Gian Franco Schietroma, che ha già ufficializzato sia la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi che la coalizione composta da quattro liste. «Candidatura non di trattativa», ha più volte rilevato Schietroma. Richiamando espressamente il precedente del 2017, quando Iacovissi effettò un passo indietro nel momento in cui il Pd designò Fabrizio Cristofari come “sfidante” di Nicola Ottaviani. Oggi dai “piani alti” del Partito Democratico si fa sapere che l’unità del centrosinistra a Frosinone è un imperativo categorico, perfino in un’ottica regionale. Dunque non si esclude che il partito possa convergere su Iacovissi. Ma c’è pure l’altra opzione: ognuno indica un nome e poi si trova la sintesi. Non è un percorso semplice però. Intanto perché i Socialisti non vedono alternative a Vincenzo Iacovissi. Poi c’è il gruppo consiliare del Pd. Per Norberto Venturi il partito non può rinunciare ad esprimere il candidato sindaco. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Fabrizio Cristofari. Per quanto concerne Angelo Pizzutelli, il discorso è pure un altro: in passato più volte ha effettuato passi indietro sulla candidatura a sindaco. Difficilmente accetterebbe un’investitura del genere senza la garanzia di un centrosinistra blindato.
Al congresso del Pd tra gli ospiti c’era anche il consigliere comunale Anselmo Pizzutelli, eletto nella Lista Mastrangeli ma da anni tra i “dissidenti” della maggioranza di centrodestra. È stato presentato come referente di Laboratorio Scalo, ma in realtà era lì come consigliere di opposizione. Nei mesi scorsi ha avuto un pranzo di lavoro (politico) con Francesco De Angelis, presidente del Pd regionale. Non è un mistero per nessuno che il suo nome circoli come possibile candidato sindaco. Opzione sulla quale alcune componenti del Pd stanno lavorando. Si torna però al punto di partenza del ragionamento. Il Psi non accetterebbe il fatto che il Pd possa indicare un candidato “civico” piuttosto che sostenere Iacovissi. Se invece dovesse essere ricomposta la frattura tra Democrat e Socialisti, Anselmo Pizzutelli farebbe altre scelte. Insomma, la coperta è corta.
Ci sono comunque altri due fattori da considerare. Il primo è che a giugno 2027 si voterà, oltre che a Frosinone, pure a Roma, Viterbo e Rieti. Sempre nel 2027 (scadenza naturale in autunno, ma potrebbe esserci l’opzione delle elezioni anticipate) ci sono le politiche. Quindi a febbraio 2028 urne aperte per la Regione Lazio. Dunque potrebbero scattare delle logiche nazionali. In entrambi gli schieramenti. Il secondo elemento da tenere presente è la legge elettorale per i Comuni con oltre 15.000 abitanti. Lo schema del centrodestra è noto: niente ballottaggio se uno dei candidati a sindaco raggiunge il 40% dei consensi al primo turno (oggi è necessario superare il 50%). Non sfugge a nessuno che una novità del genere spingerebbe le coalizione a compattarsi.
Detto in altri termini: nel centrosinistra frusinate c’è chi fa notare che il centrodestra potrebbe non presentarsi unito tra un anno. Facendo riferimento alla circostanza che Forza Italia è all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli da due anni. Senza considerare il confronto programmatico tra il Sindaco e Fratelli d’Italia. Il ragionamento è il seguente: se ci sono spaccature anche nell’altro schieramento, allora le opposizioni potrebbero accettare con meno problemi le divisioni al primo turno. Ma con un’asticella fissata al 40% lo scenario muterebbe radicalmente. Ecco perché nessuno si sbilancia fino in fondo. Ecco perché tutti i partiti e le liste civiche stanno studiando la situazione in ogni singolo dettaglio. Però il centrosinistra ha un’urgenza maggiore. La quarta sconfitta consecutiva non sarebbe gestibile sul piano politico.
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