Politica
25.03.2026 - 10:00
Per la prima volta in un referendum costituzionale la Ciociaria va controcorrente. Quello che è accaduto domenica e lunedì, con il quesito sulla giustizia, non era accaduto nelle precedenti quattro consultazioni che avevano avuto ad oggetto la riduzione dei parlamentari, la seconda parte della Costituzione (per due volte) e il titolo quinto della stessa. Ricapitolando i risultati del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, sul doppio Csm e sull’Alta corte disciplinare, in Italia hanno vinto i no sui sì 53,74% a 46,26%, mentre in provincia di Frosinone il risultato si è ribaltato: 52,31 per i sì e 47,69% per i no. Un dato comune a quasi tutti i centri: solo in 19 su 91, infatti, c’è stata una prevalenza dei no rispetto ai sì. I grandi comuni, quelli al di sopra dei 15.000 abitanti, hanno visto prevalere i sì a Frosinone, Alatri, Anagni, Ferentino, Sora e Veroli, mentre i no sono stati la maggioranza a Cassino e Ceccano.
E, a giudicare dagli altri quattro referendum costituzionali, per certi versi è stata una sorpresa lo scostamento rispetto al dato nazionale. Un disallineamento che ora gli esperti dovranno valutare per capite come i flussi elettorali si sono spostati questa volta. In linea è rimasta solo l’affluenza: 58,93% in Italia e 57,85% nel Frusinate. Come la Ciociaria, a parte Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia solo per citare le regioni, anche il dato della circoscrizione estero dove ha prevalso il sì con il 56,34% rispetto al 43,66% dei no.
Riavvolgendo indietro il nastro delle altre consultazioni referendarie costituzionali, il 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione dei parlamentari l’affluenza (Italia ed estero) era stata del 51,12%, in Ciociaria del 48,18% e nel capoluogo del 44,09%. Ma i risultati erano stati identici: vittoria dei sì con il 69,96% tra Italia ed estero contro il 30,04% dei no, mentre in Ciociaria la partita si era chiusa 75,20% a 24,80% sempre per i sì. Inoltre, il dato di Frosinone città era stato lo stesso del nazionale, 69,19% per i favorevoli alla riforma e 30,81% per i contrari alla riduzione del numero dei parlamentari.
Il 4 dicembre 2016 per l’approvazione della legge di riforma della seconda parte della Costituzione, poi bocciata, si era recato alle urne il 65,48% degli aventi diritto tra Italia ed estero, il 67,20% dei ciociari e il 67,50% dei frusinati. Il risultato, anche in questo caso, è stato sovrapponibile: tra Italia ed estero i no erano stati il 59,12% e i sì il 40,88%. Percentuali leggermente superiori in Ciociaria con i no al 68,09% e i sì più bassi (31,91%) così come nel capoluogo, 69,37% i sì e 30,63% i no. Nel 2006, altro referendum respinto, per la modifica della seconda parte della Costituzione. L’affluenza si era attestata al 52,46% tra Italia ed estero e al 49,50% in Ciociaria. I sì erano stati la maggioranza con il 61,29%, stesso dato dei ciociari, 61,44%, mentre i no erano stati rispettivamente il 38,71% e il 38,56%.
Infine, il primo referendum costituzionale aveva visto una partecipazione in Italia del 34,05%, del 34,44% in provincia e del 28,30% nel capoluogo. In questa occasione, in Italia, i favorevoli alla riforma errano stati il 64,21% contro il 35,79% dei contrari, mentre nel Frusinate e nel capoluogo le percentuali dei sì erano state inferiori con il 61,08% e il 55,63% e, di conseguenza, i numeri del no più alti con il 38,92% in Ciociaria e il 44,37% a Frosinone città.
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