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La Ciociaria va controcorrente

In provincia per la prima volta in cinque referendum costituzionali l’esito è diverso da quello nazionale. Per la riduzione dei parlamentari e le modifiche della Carta gli elettori del Frusinate in linea con gli italiani

No in vantaggio. Ciociaria in controtendenza

Per la prima volta in un referendum costituzionale la Ciociaria va controcorrente. Quello che è accaduto domenica e lunedì, con il quesito sulla giustizia, non era accaduto nelle precedenti quattro consultazioni che avevano avuto ad oggetto la riduzione dei parlamentari, la seconda parte della Costituzione (per due volte) e il titolo quinto della stessa. Ricapitolando i risultati del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, sul doppio Csm e sull’Alta corte disciplinare, in Italia hanno vinto i no sui sì 53,74% a 46,26%, mentre in provincia di Frosinone il risultato si è ribaltato: 52,31 per i sì e 47,69% per i no. Un dato comune a quasi tutti i centri: solo in 19 su 91, infatti, c’è stata una prevalenza dei no rispetto ai sì. I grandi comuni, quelli al di sopra dei 15.000 abitanti, hanno visto prevalere i sì a Frosinone, Alatri, Anagni, Ferentino, Sora e Veroli, mentre i no sono stati la maggioranza a Cassino e Ceccano.

E, a giudicare dagli altri quattro referendum costituzionali, per certi versi è stata una sorpresa lo scostamento rispetto al dato nazionale. Un disallineamento che ora gli esperti dovranno valutare per capite come i flussi elettorali si sono spostati questa volta. In linea è rimasta solo l’affluenza: 58,93% in Italia e 57,85% nel Frusinate. Come la Ciociaria, a parte Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia solo per citare le regioni, anche il dato della circoscrizione estero dove ha prevalso il sì con il 56,34% rispetto al 43,66% dei no.

Riavvolgendo indietro il nastro delle altre consultazioni referendarie costituzionali, il 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione dei parlamentari l’affluenza (Italia ed estero) era stata del 51,12%, in Ciociaria del 48,18% e nel capoluogo del 44,09%. Ma i risultati erano stati identici: vittoria dei sì con il 69,96% tra Italia ed estero contro il 30,04% dei no, mentre in Ciociaria la partita si era chiusa 75,20% a 24,80% sempre per i sì. Inoltre, il dato di Frosinone città era stato lo stesso del nazionale, 69,19% per i favorevoli alla riforma e 30,81% per i contrari alla riduzione del numero dei parlamentari.

Il 4 dicembre 2016 per l’approvazione della legge di riforma della seconda parte della Costituzione, poi bocciata, si era recato alle urne il 65,48% degli aventi diritto tra Italia ed estero, il 67,20% dei ciociari e il 67,50% dei frusinati. Il risultato, anche in questo caso, è stato sovrapponibile: tra Italia ed estero i no erano stati il 59,12% e i sì il 40,88%. Percentuali leggermente superiori in Ciociaria con i no al 68,09% e i sì più bassi (31,91%) così come nel capoluogo, 69,37% i sì e 30,63% i no. Nel 2006, altro referendum respinto, per la modifica della seconda parte della Costituzione. L’affluenza si era attestata al 52,46% tra Italia ed estero e al 49,50% in Ciociaria. I sì erano stati la maggioranza con il 61,29%, stesso dato dei ciociari, 61,44%, mentre i no erano stati rispettivamente il 38,71% e il 38,56%.

Infine, il primo referendum costituzionale aveva visto una partecipazione in Italia del 34,05%, del 34,44% in provincia e del 28,30% nel capoluogo. In questa occasione, in Italia, i favorevoli alla riforma errano stati il 64,21% contro il 35,79% dei contrari, mentre nel Frusinate e nel capoluogo le percentuali dei sì erano state inferiori con il 61,08% e il 55,63% e, di conseguenza, i numeri del no più alti con il 38,92% in Ciociaria e il 44,37% a Frosinone città.

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