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Il secondo tempo del congresso

Nel Partito Democratico è rimasta ancora da definire la questione della vicesegreteria provinciale. Carica rivendicata sia da Parte da Noi che dall’area dei Riformisti che fa riferimento ad Antonio Pompeo

Il secondo tempo del congresso

Dopo il referendum di domenica e lunedì il Partito Democratico proverà a chiudere definitivamente la stagione congressuale. Perché va definita la situazione relativa alla vicesegreteria. Carica rivendicata sia dai Riformisti di Antonio Pompeo che da Parte da Noi di Danilo Grossi. Ricordiamo che il primo marzo, presso le Terme di Pompeo, l’assemblea ha trovato la quadra ufficializzando l’accordo che era stato raggiunto a gennaio tra le correnti. Il segretario provinciale è Achille Migliorelli, il presidente Sara Battisti. Il primo è espressione di AreaDem di Francesco De Angelis (presidente del Pd Lazio), la seconda, consigliera regionale, è la referente di Rete Democratica.

Una sintesi trovata grazie al ruolo che hanno svolto Daniele Leodori (segretario, consigliere regionale e uomo di spicco di AreaDem) e Claudio Mancini (parlamentare, responsabile regionale degli enti locali e leader di Rete Democratica).

La questione della vicesegreteria è importante e delicata e per questo è sul tavolo dei livelli regionali del partito. Peraltro nella mappa degli equilibri provinciali, i Riformisti di Antonio Pompeo sono alleati con Rete Democratica di Sara Battisti. Mentre Parte da Noi di Danilo Grossi per l’intera stagione congressuale ha avuto un asse con AreaDem di Francesco De Angelis. Poi ci sono state le provinciali, che hanno visto l’elezione di 3 consiglieri: Luigi Vittori fa parte di AreaDem, Luca Fardelli è stato fortemente voluto da Rete Democratica. Quindi Enzo Salera: il sindaco di Cassino da tempo si è smarcato da AreaDem. Nella sostanza è un “battitore libero”.

Detto tutto questo, sullo sfondo c’è il ragionamento che Antonio Pompeo ha sviluppato nel corso del congresso. E cioè che alla base dell’asse di ferro con Sara Battisti c’è la considerazione che le regionali di febbraio 2023 hanno rappresentato una sorta di modello di riferimento. Battisti è stata eletta con più di 17.000 preferenze, Pompeo ne ha messe in fila oltre 15.000. Peraltro Antonio Pompeo, per due volte sia presidente della Provincia che sindaco di Ferentino, ha affermato su questo punto: «Non mi riferisco soltanto alle preferenze che abbiano ottenuto noi due, mi riferisco allo straordinario risultato dell’intera lista della federazione provinciale di Frosinone, risultata prima nel Lazio. Da quella comune riflessione abbiamo costruito un percorso importante». Il tema è anche e soprattutto quello del dare una rappresentanza a risultati ottenuti sul campo. In un momento storico e politico nel quale il consenso nei territori può fare la differenza. Specialmente in un Partito Democratico alla ricerca di un rilancio vero.

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