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La riflessione

L'insostenibile leggerezza di un capoluogo senza visione

Senza un attimo di tregua. I risultati del referendum di domenica e lunedì influiranno moltissimo sulle dinamiche politiche nazionali. Poco da girarci intorno: condizioneranno il perimetro e gli equilibri sia del centrodestra che del Campo Largo. Non potrà finire zero a zero.

L'insostenibile leggerezza di un capoluogo senza visione

Senza un attimo di tregua. I risultati del referendum di domenica e lunedì influiranno moltissimo sulle dinamiche politiche nazionali. Poco da girarci intorno: condizioneranno il perimetro e gli equilibri sia del centrodestra che del Campo Largo. Non potrà finire zero a zero. Ci saranno vincitori e vinti. Intanto però anche a livello locale le accelerazioni sono all’ordine del giorno: congresso del Pd, elezioni provinciali, prossimo riassetto della giunta regionale in quota Lega (l’assessore Pasquale Ciacciarelli uscirà dall’esecutivo). La sensazione è che più di qualcuno voglia sottolineare la velocità per evitare di fare i conti con la realtà.

Il Partito Democratico non ha chiuso la stagione della contrapposizione correntizia e il voto ponderato delle provinciali lo ha messo in evidenza. Il Carroccio non ha più (da tempo) i numeri per pensare di “dare le carte” nell’ambito del centrodestra in Ciociaria. In tutto questo resta sullo sfondo la situazione del Comune di Frosinone, il capoluogo. E la presa di posizione di Domenico Marzi non è casuale. Anzi, appare studiata a tavolino. Per dire “urbi et orbi” che tra poco più di un anno non necessariamente si ragionerà in termini di schieramenti. Una sorta di “tana libera tutti” preventiva.

Domenico Marzi non fa una questione di nomi, ma di perimetro. Civico dal suo punto di vista. Parliamo del Comune capoluogo, attenzionato dai livelli regionali dei partiti. Però nemmeno i leader potranno prescindere da una considerazione: Frosinone non incide sulle strategie politiche provinciali. Non le determina e neppure le ispira. Anzi, spesso le subisce. Il centrodestra è lacerato, il centrosinistra... peggio. Soltanto un caso che in fondo neppure i big si sono impegnati davvero per ricucire gli “strappi”? Marzi fa riferimento alla mobilità urbana e ad un cambio di passo che non c’è stato. L’ascensore inclinato è fermo da anni, le piste ciclabili e ciclopedonali sono state un flop annunciato. Si continua a parlare di Bus Rapid Transit senza il... Bus Rapid Tansit. E siccome si tratta di un argomento impopolare, la sensazione che si vada in ogni caso alla prossima consiliatura è fortissima. Nel frattempo si moltiplicano le narrazioni da Candido di Voltaire, secondo le quali a Frosinone si vive nel “migliore dei mondi possibili”. Non è così. L’inesorabile perdita di residenti è un fatto. Il declino del centro storico è un fatto. Il traffico e la mancanza di parcheggi sono un fatto. Il restauro dei Piloni avrà un senso se si determineranno le condizioni vere per investimenti. Il Multipiano di viale Mazzini è un tema che doveva essere declinato sulla “visione” della città del futuro. Invece si rincorre l’emergenza. Il centrodestra è profondamente spaccato. Non solo perché FI è all’opposizione. Fratelli d’Italia ha chiesto un confronto vero sul programma. Senza risposte, gli schemi del 2027 non saranno scontati. Il centrosinistra è alla disperata ricerca di un’alternativa da... quattordici anni.
Il Comune di Frosinone non è il centro di gravità della leadership politica della provincia. Colpa della musica o dei suonatori?

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