L'editoriale
13.03.2026 - 11:00
La traversata nel deserto non è mai cominciata. Il problema del Partito Democratico in provincia di Frosinone è questo. Ogni sconfitta viene rapidamente archiviata, spostando l’attenzione all’appuntamento successivo. Quasi a voler esorcizzare un problema che non sta soltanto nella contrapposizione delle “correnti”, che c’erano pure nella stagione dei “due Francesco” (De Angelis e Scalia), caratterizzata da vittorie elettorali e dalla gestione degli enti intermedi. Il problema sta nel calo di consensi di “squadra”, conseguenza della logica (sistematica) di aggirare l’ostacolo anzichè provare a saltarlo.
Il sorpasso (netto) di Fratelli d’Italia alle provinciali di domenica scorsa e il centrodestra maggioritario (ampiamente) non rappresentano fulmini a ciel sereno. Tutt’altro: sono elementi che vanno a chiudere il cerchio. Eppure sono passati tre anni dalla vittoria del centrodestra alla Regione Lazio, quella che ha riscritto ogni tipo di narrazione politica nei territori. Il centrodestra ha 4 parlamentari (3 di FdI, 1 della Lega), il Partito Democratico nessuno. Il centrodestra ha un assessore (della Lega) e due consiglieri regionali (di Fratelli d’Italia). Per il Pd a reggere la linea del fronte c’è la resiliente Sara Battisti. Negli enti intermedi il passaggio di testimone è stato totale. Come è normale che fosse: la governance si è spostata in direzione centrodestra, con il predominio di Fratelli d’Italia.
C’è un aforisma attribuito a Julio Velasco: “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. La sconfitta comporta la necessità di spiegazioni, che però nascono dalle riflessioni e dall’autocritica. In questi anni il Pd non lo ha fatto, come dimostrano i quattordici mesi di stagione congressuale. Non ancora conclusa peraltro. L’unica analisi del voto delle provinciali è stata fatta a colpi di critiche e di scontri interni. In politica, come nella vita, ci sono delle fasi. Ma non è che si può aspettare che cambi il vento. Vuol dire evitare sul nascere di guardarsi dentro, di ammettere gli errori e di avviare una traversata nel deserto. Appunto. Il consenso politico riflette il clima che si respira in un determinato contesto. Se Fratelli d’Italia è (largamente) il primo partito anche in Ciociaria ci sarà un motivo. Magari il Partito Democratico potrebbe riflettere sugli arretramenti oggettivi in mondi nei quali un tempo predominava. I mondi del lavoro (siamo curiosi di vedere l’agibilità politica del Partito Democratico davanti ai cancelli di Stellantis), della scuola. Perfino della cultura.
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