Cerca

Provincia

La spallata del centrodestra

Il voto degli amministratori locali ribalta gli equilibri: Fratelli d’Italia, Lega e FI al 56,64%. E bisogna considerare pure il 9,77% di Progetto Futuro. Centrosinistra molto lontano: 33,58%

La spallata del centrodestra

Certamente potranno esserci state scelte trasversali nel segreto dell’urna. Così come in qualche caso a prevalere saranno state anche le relazioni sul piano personale, magari dettate perfino dall’amicizia. Però la somma finale dei voti ponderati e delle percentuali non lascia spazio a voli pindarici. La lettura dei numeri è chiara. I tre partiti del centrodestra alle provinciali hanno messo in fila 54.551 voti ponderati, pari al 56,64%. D’altronde il conto è presto fatto: 29.105 di Fratelli d’Italia (30,22%), 13.937 della Lega (14,47%), 11.509 di Forza Italia (11,95%). Mentre il centrosinistra si è fermato a quota 32.333, il 33,58%. Ci sono stati i 24.402 voti ponderati del Partito Democratico (25,34%) e i 7.931 di Provincia in Comune (8,24%).

Poi bisogna considerare Progetto Futuro: in totale 9.413 voti ponderati, il 9,77%. Ora, che Gianluca Quadrini abbia una storia politica di centrodestra è più di un fatto. Nulla può essere dato per scontato sul piano delle alleanze, però sono le cifre a dire che a livello di amministratori locali non soltanto il centrodestra è maggioritario, ma che il distacco è forte. E c’è stato il sorpasso (netto) di Fratelli d’Italia nei confronti del Partito Democratico: un distacco di 4.703 voti ponderati, 4,88 punti percentuali. FdI ha eletto 4 consiglieri, il Pd 3. Le elezioni di domenica scorsa hanno rivoluzionato il quadro politico parametrato sui sindaci e sui consiglieri comunali. Il 24 e 25 maggio in provincia di Frosinone i Comuni chiamati alle urne saranno 9: Pontecorvo, Boville Ernica, Cervaro, Ripi, Patrica, Fontana Liri, Trevi nel Lazio , Guarcino e Belmonte Castello. Il quadro degli amministratori avrà dei cambiamenti, ma non tali da stravolgere la platea elettorale delle provinciali. A fine anno scade il mandato del presidente Luca Di Stefano, che intende ricandidarsi per il bis. Sarà lui ad indire la data delle elezioni. Molto probabilmente si terranno tra un anno, a marzo 2027. Il punto è rappresentato dalla caratterizzazione politica del voto di domenica. Giancarlo Righini, assessore regionale di Fratelli d’Italia, non si è nascosto. Spiegando: «Sommando i voti dei consiglieri provinciali di centrodestra si arriva a un 8 a 4, un dato che lascia ben sperare per l’individuazione del prossimo candidato presidente. Su questo ovviamente Fratelli d’Italia, alla luce dell’importante risultato ottenuto, merita di esprimere il candidato presidente, con l’obiettivo di costruire una nitida alleanza di centrodestra che possa portare anche in provincia di Frosinone il buon governo che stiamo portando avanti a livello nazionale e regionale».

Fratelli d’Italia primo partito anche tra gli amministratori. «Siamo una delle poche province in Italia in cui questo è avvenuto», ha voluto sottolineare a caldo Massimo Ruspandini, parlamentare e presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni. Certamente l’alleanza di centrodestra è tutta da (ri)costruire. In questi anni, per esempio nelle strategie degli enti intermedi, la Lega ha fatto scelte diverse rispetto agli alleati. E ci sono situazioni, come quella del Comune di Frosinone, che vedono Forza Italia all’opposizione. Però l’inerzia è cambiata. Inoltre c’è un elemento da tenere in considerazione. Il centrodestra si è ricompattato per la candidatura alla presidenza della Provincia di Latina: Federico Carnevale è di Forza Italia. In un’ottica di equilibri, per la Provincia di Frosinone la scelta è di Fratelli d’Italia. Lineare.

Neppure il Partito Democratico si è nascosto. Achille Migliorelli (segretario provinciale), Sara Battisti (consigliera regionale e presidente della federazione provinciale) e Francesco De Angelis (presidente del Pd Lazio) hanno sottolineato che la situazione è mutata profondamente. Senza troppi giri di parole: «le elezioni provinciali consegnano un risultato che va letto con realismo, il centrodestra ottiene un consenso significativo, anche in ragione della responsabilità di governo che esercita alla Regione Lazio», «il centrosinistra non è più maggioranza», «il dato politico da cui dobbiamo partire è chiaro: oggi il centrodestra è maggioranza alla Provincia di Frosinone». Tutti concordi pure nel ritenere che la lunga e sfibrante stagione congressuale ha indebolito il partito. «Senza unità non c’è futuro per la nostra comunità», ha messo nero su bianco il sindaco di Paliano Domenico Alfieri. Il percorso però sarà complesso. In un’intervista a Ciociaria Oggi l’ex presidente della Provincia Antonio Pompeo era stato realista. Affermando: «In politica, come nella vita di tutti i giorni, per essere credibili bisogna essere coerenti con le scelte che si fanno e le azioni che si mettono in campo. Dopo tutto quello che è accaduto in questi tredici mesi parlare improvvisamente di ritrovata unità mi sembra un po’ eccessivo e rischieremmo anche di non essere credibili. È per questo che più che di unità parlerei di una ricomposizione del partito». Pompeo aveva ragione. Come emerso sia dal congresso (la questione dell’attribuzione della vicesegreteria è rimasta aperta) che dalle dichiarazioni del sindaco di Cassino Enzo Salera, appena eletto consigliere provinciale: «Ho combattuto da solo, le altre componenti hanno sostenuto soltanto 2 candidati. Dispiace per il partito, si poteva fare di più. Ci sarà una riflessione». Proprio Enzo Salera potrebbe proporsi come candidato alla presidenza della Provincia. Il ragionamento di partenza è che le alleanze, in entrambi gli schieramenti, vanno raggiunte, definite e saldate. Non sarà semplice per nessuno ma le dinamiche nazionali e regionali sono già evidenti. Quelle provinciali pure.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione

Ultime dalla sezione