Politica
09.03.2026 - 14:00
Metti una domenica mattina alla Provincia, con tutti i big dei partiti. E con gli amministratori locali in fila per esprimere il voto ponderato. Diventa un appuntamento politico da non perdere. Non irripetibile, ma visibile ogni due anni. Come fosse un eclissi. Ci sono il parlamentare e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini e l’assessore regionale al bilancio Giancarlo Righini che parlano fitto. Impossibile non notare tre degli ultimi cinque sindaci di Frosinone che scherzano. Parliamo di Riccardo Mastrangeli, Domenico Marzi e Paolo Fanelli. Ma c’è pure lo stato maggiore del Pd: Sara Battisti, Francesco De Angelis, Achille Migliorelli, Luca Fantini, Mauro Buschini. Arriva l’ex presidente della Provincia (per due mandati) Antonio Pompeo, che va subito a votare. Impossibile non notare Antonello Iannarilli e Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli e Gianluca Quadrini. Ma anche Fabio De Angelis, Fabio Tagliaferri, Daniele Maura, Alessia Savo. Insomma, FdI al gran completo. Per non parlare di sindaci e consiglieri comunali. In questo tipo di elezione certamente non ci sono problemi riguardanti l’affluenza. Si capisce subito che le percentuali saranno “bulgare”. Come si diceva un tempo.
Naturalmente tutti parlano con tutti. Riguardo al Comune capoluogo si notano il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri, tutta la lista di Identità Frusinate, il consigliere e segretario cittadino di Forza Italia Pasquale Cirillo, il capogruppo di FdI Franco Carfagna, Francesca Chiappini (Lista per Frosinone), Gianfranco Pizzutelli e Andrea Turriziani (Polo Civico), Alessandra Mandarelli (Lista Marzi). Il primo cittadino Riccardo Mastrangeli dice esplicitamente per chi voterà (Andrea Amata, della Lega), poi mette in guardia sui rischi del voto trasversale. È chiaro che pensa ai possibili riflessi sulla maggioranza. Intanto il via vai degli amministratori ai seggi è ininterrotto. A dimostrazione di quanto sia importante e strategico un appuntamento del genere. Infatti i colloqui riservati (è un eufemismo) vanno avanti senza soluzione di continuità. Nella convinzione di poter strappare anche un singolo voto ponderato in più, meglio se di fascia verde o rossa. Perché in realtà la posta in palio è altissima per tutti. Per i partiti, per le liste civiche, per i sindaci, ma anche per i singoli consiglieri comunali. Alla fine è evidente che lo sguardo in prospettiva ce l’hanno tutti. Le elezioni provinciali sono un test formidabile perché inevitabilmente determinano una “lettura” da parte di chi poi dà le carte. Sia per gli assetti alle comunali che per le ambizioni in vista di appuntamenti futuri e di livello diverso. E i leader ci sono tutti.
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