La stanza della domenica
08.03.2026 - 11:04
Correva l’anno 1968 quando il pop artist americano Andy Warhol profetizzò: «Nel futuro ognuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti». La natura della celebrità effimera tocca tutti. E oggi, come avviene ogni due anni, è la volta di sindaci e consiglieri comunali. In totale 1.119 amministratori locali che andranno alle urne per eleggere i 12 consiglieri provinciali. Grazie alla legge Delrio, che se nessuno ha cambiato in dodici anni (neppure dopo un referendum costituzionale respinto) ci sarà un perché. Il voto ponderato li rende importanti. Per meno di 15 minuti: il tempo di entrare nel seggio, barrare un simbolo e scrivere un nome. Ma vuoi mettere tutta l’attenzione degli ultimi... 15 giorni? Telefonini bollenti, incontri “segreti” (si fa per dire), strategie da far impallidire (pensano loro) quelle per le presidenziali statunitensi e francesi. Eppure basta poco per far sentire al centro dell’attenzione soprattutto i consiglieri comunali. La maggior parte dei quali per il resto vive un’esperienza all’insegna dell’anonimato politico. Con una sola eccezione: quando si firmano le dimissioni di massa per sfiduciare un sindaco e interrompere una consiliatura.
Nel dizionario politico degli anni ‘70 c’era scritto: «Il franco tiratore è l’immagine del cecchino: nascosto, tira all’improvviso». La domanda è: quanti “franchi tiratori” entreranno in azione oggi nel segreto dell’urna? Sicuramente tanti, come sempre. Perché se è vero che il “voto ponderato” è sicuramente leggibile dagli addetti ai lavori, però non può essere... provato. Nei 15 minuti di celebrità rientra pure tale aspetto. Le logiche di partito, il gioco di squadra e le strategie sui voti ponderati conteranno sicuramente nelle dinamiche dei partiti e delle liste civiche. Ma allo stesso tempo in tanti coglieranno l’occasione per affondare l’alleato più che l’avversario. L’eterna resa dei conti. Riflettori puntati soprattutto sui Comuni di Frosinone e Cassino, quelli più grandi. Ma attenzione alle sorprese ovunque.
Le ambizioni di Fratelli d’Italia, il “derby” del Pd, le frontiere di Lega e FI e le candidature che verranno.
Fratelli d’Italia proverà a sorpassare il Pd per dimostrare di essere il primo partito anche tra gli amministratori. Massimo Ruspandini ha coinvolto tutti i big. L’obiettivo è quota 4 (eletti). Perché, male che vada, sarà un pareggio con il gol realizzato in trasferta. Nei Democrat poco da girarci intorno: riflettori sul “derby” cassinate (e in salsa “correntizia”) tra Enzo Salera e Luca Fardelli. Nella Lega Andrea Amata (appoggiato da Nicola Ottaviani) e Luca Zaccari dovranno fare i conti anche con Lino Caschera. La domanda è: chi sosterrà maggiormente (tra Zaccari e Caschera) Pasquale Ciacciarelli? In Forza Italia clima surriscaldato: la sfida per il seggio è tra Pasquale Cirillo e Valter Tersigni. Ma perché le provinciali contano tanto per i partiti? Perché i leader passano in rassegna le “truppe”. Fondamentali per le candidature che pesano davvero: al Parlamento e alla Regione. Perciò... guai ai vinti.
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