Elezioni provinciali
08.03.2026 - 08:00
Si vota dalle 8 alle 20. Poi, dopo una breve pausa, inizierà lo spoglio. In tarda serata la proclamazione dei 12 consiglieri provinciali eletti. I “grandi elettori” sono 1.119: 89 sindaci e 1.030 consiglieri comunali. All’appello mancano Boville Ernica e San Giorgio a Liri: entrambi gli enti sono commissariati. Le liste in corsa 6, per un totale di 61 candidati: 34 uomini e 27 donne. Uscenti a quota 8. Un numero decisamente ricorrente: oggi è l’8 marzo, giornata nella quale si celebra la festa della donna. Ci saranno molte mimose.
Numeri e “frontiere”
Sono 45 i Comuni che hanno almeno un candidato. Altri 44 no, tra i quali Veroli, Ceccano e Pontecorvo. A guidare la speciale classifica degli aspiranti consiglieri c’è Arpino, con 3 designazioni. Poi seguono, con 2, Frosinone, Cassino, Sora, Alatri, Anagni, Ferentino, Castelnuovo Parano, Fiuggi, Isola del Liri, Patrica, Pico, Piedimonte San Germano, Torrice e Terelle. La fascia di ponderazione più alta (ogni voto vale 319 punti) comprende Frosinone e Cassino (scheda verde). In totale 58 elettori (2 sindaci e 56 consiglieri). A disposizione 18.502 voti ponderati. A fare la differenza vera saranno i 10 Comuni della fascia rossa, con un totale di 34.850 voti ponderati a disposizione. Gli elettori sono 170 (10 primi cittadini e 160 consiglieri). Quindi i centri compresi nella scheda grigia. Gli amministratori sono 117: 9 sindaci e 108 consiglieri. Totale dei voti ponderati: 14.040. La scheda arancione racchiude 195 “grandi elettori”: 15 sindaci e 180 consiglieri. Il totale dei voti ponderati è 13.650. Infine la fascia azzurra: 579 votanti (53 sindaci e 526 consiglieri). I voti ponderati a disposizione sono 18.528. Mentre il totale complessivo dei voti ponderati è pari a 99.570.
L’ultimo precedente
Oltre due anni fa centrodestra e centrosinistra pareggiarono a livello di consiglieri eletti: 6-6. Da una parte Fratelli d’Italia (3), Lega (2), Forza Italia (1). Dall’altra La Provincia dei Cittadini (5) e Provincia in Comune (1). I risultati furono questi: La Provincia dei Cittadini al 35,26%, Fratelli d’Italia al 24,13%, Lega al 19,04%, Forza Italia al 14,04%, Provincia in Comune al 7,53%. La Provincia dei cittadini comprendeva Pd, Azione, Italia Viva, Possibile e Demos. Oggi il Partito Democratico si presenta da solo. Più nel dettaglio. A dicembre 2023 c’erano 5 liste in campo (stavolta 6) e Luigi Vacana ottenne la quarta conferma sulla scorta di 7.005 voti di Provincia in Comune. Pari al 7,53%. Furono 85 gli amministratori che optarono per la “sua” civica. Vacana raggiunse quota 4.183. Anche Forza Italia portò un solo consigliere nell’emiciclo dell’ente di piazza Gramsci, ma con 13.070 voti ponderati. Ne mancarono pochissimi per far scattare il secondo scranno. Ancora una volta venne eletto Gianluca Quadrini, che dal 2014 ad oggi ha sempre centrato l’obiettivo. Arrivò primo, con 8.727 voti ponderati. Stavolta si candida in Progetto Futuro, come nel 2019. In ogni caso nel 2023 in 204 (tra sindaci e consiglieri) scelsero gli “azzurri”. I due dati vanno tenuti in considerazione, anche se stavolta le liste saranno 6 e quindi, almeno in teoria, il quorum per far scattare un seggio dovrebbe abbassarsi. Restiamo all’ultimo precedente. La Provincia dei Cittadini (Pd, Azione, Italia Viva, Possibile e Demos) totalizzò 32.827 voti ponderati. Eleggendo 5 consiglieri. Grazie al voto di 315 amministratori locali. Stavolta il Partito Democratico si presenta da solo. Fratelli d’Italia di consiglieri ne elesse 3. Sull’onda lunga di 22.466 voti ponderati . Furono 211 gli amministratori che scelsero il partito di Giorgia Meloni. La Lega elesse 2 consiglieri, sulla base di 17.721 voti ponderati. Furono 206 gli amministratori che scelsero il Carroccio.
Le ambizioni e le sfide
Fratelli d’Italia punta al sorpasso nei confronti del Partito Democratico. In gioco c’è la leadership tra gli amministratori locali, che i Dem mantengono dal 2014. Però la situazione politica è molto cambiata in due anni. FdI ha messo nel mirino quota 4 eletti. Tra i candidati di spicco ci sono i 2 uscenti, Alessandro Cardinali (Anagni) e Andrea Velardo (Castrocielo). Il primo è politicamente vicino al presidente della Saf Fabio De Angelis, il secondo al consigliere regionale Daniele Maura. Su Cardinali e Velardo punta molto il parlamentare e presidente provinciale Massimo Ruspandini, il quale ha come obiettivo quello di portare 4 consiglieri nell’aula di Palazzo Jacobucci. Stefano D’Amore (Isola del Liri) ha le carte in regola per conquistare il seggio: fa riferimento all’assessore regionale Giancarlo Righini. C’è quindi Simone Paris (Fiuggi), che ha l’appoggio della consigliera regionale Alessia Savo. Va ricordato che FdI ha un’intesa con Noi Moderati e infatti in lista c’è Rossana Carnevale (Pico). Anche il Pd punta a 4. Tanti gli spunti all’interno. Intanto ci sono i 2 uscenti: Luigi Vittori (Ferentino) e Antonella Di Pucchio (Isola del Liri). Entrambi sono di AreaDem di Francesco De Angelis. Ma i riflettori sono tutti accesi sul “derby” cassinate tra il sindaco Enzo Salera e il consigliere Luca Fardelli. Il primo è di AreaDem ma appare in sintonia pure con Parte da Noi. In ogni caso è evidente da tempo che Salera si è ritagliato un proprio spazio di autonomia. Luca Fardelli è stato fortemente voluto da Sara Battisti, referente di Rete Democratica. Nella Lega gli uscenti sono Andrea Amata (Vicalvi) e Luca Zaccari (Ferentino). Intenzionato a giocarsi le sue carte fino in fondo Lino Caschera (Sora). Amata è un fedelissimo di Nicola Ottaviani, deputato e coordinatore provinciale del partito. Per il resto bisognerà capire quali saranno le indicazioni dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli e di Mario Abbruzzese, responsabile organizzativo regionale del partito. Per quanto concerne Forza Italia il duello è tra Pasquale Cirillo (Frosinone) e Valter Tersigni (Sora). Il risultato farà capire equilibri, indicazioni e scelte. Luigi Vacana (Provincia in Comune) cercherà di centrare la quinta elezione consecutiva. Mentre Gianluca Quadrini (Progetto Futuro) punta all’en plein. È sempre stato eletto dal 2014. Ancora una volta però peseranno gli accordi trasversali, quelli raggiunti dietro le quinte. Perché faranno saltare equilibri e rapporti di forza, anche nelle dinamiche dei Comuni. E questo innescherà inevitabili rese dei conti. Nei partiti in primis, ma pure nelle civiche.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione