Politica
04.03.2026 - 16:00
Cambiano gli indici di ponderazione per le elezioni provinciali. Il commissariamento del Comune di San Giorgio a Liri, dopo quello di Boville Ernica, porta a quota 89, su 91, i Comuni della provincia di Frosinone che parteciperanno al voto di domenica 8 marzo. Risultano variati, quindi, per tutte le fasce, i coefficienti numerici che determinano il valore ponderale del voto dei grandi elettori (sindaci e consiglieri comunali) in base alla popolazione del comune che rappresentano. Questo accade perché il sistema di calcolo introdotto dalla Legge Delrio, in vigore dal 2014, si basa su un meccanismo di ripartizione proporzionale dell’intero peso elettorale provinciale tra le diverse fasce demografiche.
Altra conseguenza delle dimissioni di massa di sette consiglieri di San Giorgio a Liri, e, quindi, della sfiducia al sindaco Francesco Lavalle, la diminuzione del numero di candidati che passa da 62 a 61. Lavalle, infatti, era candidato nella lista di Forza Italia, che passa, dunque, da 12 a 11 candidati.
Gli indici
In base al nuovo calcolo, passa da 315 a 319 l’indice di ponderazione della fascia verde, relativa ai comuni con una popolazione tra 30.000 e 100.000 abitanti. A questa appartengono Frosinone e Cassino, che contano complessivamente 79.065 abitanti. A recarsi alle urne per la fascia di ponderazione più alta saranno i sindaci delle due città e 56 consiglieri comunali, i cui voti varranno, quindi 319 punti ciascuno.
Rimane invece invariato a 205 l’indice della fascia rossa (da 10.000 a 30.000 abitanti) i cui amministratori rappresentano 181.774 residenti, che comprende i comuni di Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli. A votare per questa fascia 10 sindaci e 160 consiglieri. Sono invece 9 i sindaci e 108 i consiglieri relativi alla fascia grigia, nella quale rientrano i comuni con un popolazione tra i 5.000 e i 10.000 abitanti, il cui indice di ponderazione passa da 135 a 120, in rappresentanza di 60.328 residenti. A tale fascia appartengono i comuni di Arce, Arpino, Ceprano, Cervaro, Paliano, Piedimonte San Germano, Ripi, Roccasecca e Sant’Elia Fiumerapido.
Alla fascia arancione, nella quale era presente il comune di San Giorgio a Liri, ora escluso, appartengono invece i comuni di Amaseno, Aquino, Atina, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Morolo, Patrica, Piglio, Pofi, San Giovanni Incarico, Serrone, Supino e Torrice. Comuni, questi, con una popolazione compresa tra i 3.000 e i 5.000 abitanti. 58.484 i residenti totali. Per questa fascia saranno, dunque, 15 i sindaci chiamati al voto e 180 gli amministratori e l’indice di ponderazione passa da 68 a 70.
Sale invece da 31 a 32 l’indice di ponderazione per i voti espressi dagli amministratori dei comuni della fascia blu, quella che comprende i comuni con una popolazione fino a 3.000 abitanti. Voteranno 53 sindaci e 526 consiglieri, in rappresentanza di 79.527 residenti totali. Nell’ultima fascia rientrano i comuni di Acquafondata, Acuto, Alvito, Arnara, Ausonia, Belmonte, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Castelnuovo Parano, Colfelice, Colle San Magno, Collepardo, Coreno Ausonio, Falvaterra, Filettino, Fontana Liri, Fontechiari, Fumone, Gallinaro, Giuliano di Roma, Guarcino, Pastena, Pescosolido, Picinisco, Pico, Pignataro Interamna, Posta Fibreno, Rocca d’Arce, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Santopadre, Settefrati, Sgurgola, Strangolagalli, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vallecorsa, Vallemaio, Vallerotonda, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Latina, Villa Santa Lucia, Villa Santo Stefano e Viticuso.
Milleproroghe
Importanti novità arrivano anche sul fronte delle elezioni dei presidenti delle Province. Il decreto Milleproroghe, convertito in legge e in vigore dal primo marzo, conferma ed estende al 2027 la possibilità di candidatura alla presidenza per i sindaci con meno di diciotto mesi di mandato residuo. Ciò avviene in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 60, della legge Delrio, che stabilisce che possano essere eletti presidenti della provincia i sindaci il cui mandato non scada, appunto, prima di diciotto mesi dalla data delle elezioni. Deroga, questa, che era già stata introdotta, limitatamente agli anni 2025 e 2026. Questo significa che, in caso di elezione di un sindaco il cui mandato giunga al termine prima di quello alla presidenza, venendo meno la carica di sindaco - requisito indispensabile per ricoprire la presidenza della Provincia - decade automaticamente anche quella di presidente, rendendo necessario procedere a nuove elezioni provinciali.
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