Politica
03.03.2026 - 09:59
Foto Massimo Scaccia
Che fosse una tregua armata (fino ai denti) ne erano e ne sono tutti consapevoli. Prima, durante e dopo l’assemblea congressuale tenutasi domenica scorsa alle Terme di Pompeo. Ma che si arrivasse subito ad uno scontro frontale, dopo aver detto che la priorità è quella del risultato delle provinciali, non era scontato. E invece il Pd riesce sempre a stupire.
Ieri un post dell’ex segretario Luca Fantini ha acceso il dibattito. Ha scritto Fantini: «Desidero rivolgere i miei migliori auguri di buon lavoro a tutto il gruppo dirigente della Federazione di Frosinone. Tanti auguri alla nostra consigliera regionale, Sara Battisti, eletta presidente. Sara continuerà a essere un punto di riferimento e una garanzia per tutti noi: una scelta non scontata, che rappresenta pienamente lo spirito di servizio con il quale abbiamo vissuto il partito, ogni giorno, in questi anni. Un augurio speciale a Luigi Vecchi, eletto tesoriere provinciale del partito. A Luigi mi legano una vera amicizia e anni di militanza fianco a fianco. Ha meritato sul campo questo ruolo e so che farà benissimo per tutti noi. Infine, un grazie ad Antonio Pompeo e a tutta la nostra squadra meravigliosa: porteremo avanti insieme il lavoro di questi mesi. Un grazie di cuore a chi c’è sempre stato e, sono sicuro, continuerà ad esserci». Tra le risposte al “post” quella di Danilo Grossi, referente del collettivo Parte da Noi, l’area che fa diretto riferimento a Elly Schlein. Rileva Grossi: «Ciao Luca. mi sembra che ieri sia stato eletto anche un segretario provinciale. O sbaglio?». L’attacco politico è evidente. Il segretario è Achille Migliorelli. La controreplica di Luca Fantini è al vetriolo. Testuale: «Caro Danilo, forse come spesso ti è capitato in questi anni, ieri (ndr: domenica) eri distratto. E non ti sei accorto che sono andato al tavolo della presidenza a fare personalmente gli auguri al nuovo segretario. Cosa che avevo già fatto pubblicamente in una intervista di qualche giorno fa. Ieri ho dovuto ascoltare una relazione in cui non si è fatto un cenno al mio lavoro mentre ti faccio notare che abbiamo un segretario perché io ho scelto il bene di questa comunità. Quindi mi sono limitato a dare nuovamente gli auguri a tutto il gruppo dirigente e alle persone che con me hanno condiviso un percorso. Quando vuoi ti spiego come si fanno gli accordi e come si mantengono, così ci risparmiamo un’altra caduta di stile dopo quella di ieri. Meno male che c’erano dirigenti di altra caratura che ti hanno ricordato chi siamo e da dove veniamo. Su una cosa siamo d’accordo, basta ipocrisie. Post scriptum: restando in tema proverei a dare una occhiata al tuo post, che da dirigente nazionale, hai dimenticato di fare gli auguri alla presidente e al tesoriere». Interviene anche Sara Battisti, consigliere regionale e presidente della federazione provinciale del Pd. Scrive: «Danilo Grossi, l’autorevolezza non si eredita, non si acquista, si costruisce giorno dopo giorno. Un dirigente nazionale dovrebbe gettare acqua e non benzina. Meno male che Daniele Leodori e Claudio Mancini lo hanno ricordato a tutti quanti noi ieri. D’altronde “veniamo da lontano e andiamo lontano”».
Poco da girarci intorno: la situazione nel Pd provinciale resta di contrapposizione frontale. Vale la pena ricordare la situazione di partenza: AreaDem di Francesco De Angelis e Parte da Noi di Danilo Grossi a sostegno della candidatura alla segreteria di Achille Migliorelli. Mentre Rete Democratica di Sara Battisti e i Riformisti di Antonio Pompeo appoggiavano la candidatura di Luca Fantini. Dopo mesi di contrapposizione frontale a gennaio l’accordo unitario tra le “correnti”, favorito dal patto di ferro nel Pd Lazio tra il segretario e consigliere regionale Daniele Leodori (elemento di spicco di AreaDem) e il parlamentare Claudio Mancini (leader di Rete Democratica). In questo contesto il passo di lato di Luca Fantini è stato decisivo. Come ha ricordato, nel corso dell’assemblea di domenica, Daniele Leodori. C’è un punto politico ma anche di relazioni. Il passaggio decisivo della posizione di Fantini è il seguente: «Ho dovuto ascoltare una relazione in cui non si è fatto un cenno al mio lavoro mentre ti faccio notare che abbiamo un segretario perché io ho scelto il bene di questa comunità». Chiarissimo il riferimento alla relazione del segretario Achille Migliorelli. Inoltre è rimasta aperta la questione relativa al vicesegretario unico. Carica rivendicata da Parte da Noi e dai Riformisti. Domenica scorsa l’assenza di Marta Bonafoni, consigliere regionale e coordinatrice della segreteria nazionale (e punto di riferimento dell’area di Danilo Grossi) non è stata casuale. Peraltro lo stesso Danilo Grossi ha detto nel suo intervento: «Faccio i migliori auguri a Migliorelli e a tutto il partito ma bisogna dirsi le cose in faccia. Per quanto riguarda il vicesegretario unico, l’accordo era che venisse attribuito alla nostra area politica. Siamo sicuri che l'accordo verrà rispettato ma se così non dovesse essere, non faremo parte della segreteria Migliorelli. È una questione di dignità». Parte da Noi ha sostenuto dall’inizio l’indicazione di Migliorelli. Sarebbe un paradosso non far parte della segreteria. Anche se sul piano politico è evidente che l’accordo unitario ha determinato dei problemi tra AreaDem e Parte da Noi. Lo si era capito dalla mancata candidatura alle provinciali di Emanuela Piroli, presidente del consiglio comunale di Ceccano.
Intanto Francesco De Angelis, presidente del Pd Lazio e leader di AreaDem in Ciociaria, rileva: «Ad Achille Migliorelli va un augurio sincero di buono lavoro: guidare la federazione di Frosinone significa costruire una classe dirigente credibile, radicata nei territori e capace di dare risposte concrete alle persone. E significa, soprattutto, aprire una nuova stagione politica a partire dai giovani, che devono tornare protagonisti. Ora basta guardarci dentro. È il momento di guardare fuori: alle famiglie, ai lavoratori, alle comunità che chiedono una politica seria e presente. Dobbiamo rafforzare l’unità del centrosinistra, battere la destra e tornare ad essere una forza di governo nei territori».
Ma il punto è che le correnti del Pd in provincia di Frosinone sono come i secoli del Manzoni, “l'uno contro l'altro armati”. Perennemente.
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