Quel che resta della settimana
01.03.2026 - 10:00
Francesco Lavalle, ex sindaco di San Giorgio a Liri
La conferma per acclamazione del presidente Giovanni Acampora è stata al tempo stesso un segnale e un riconoscimento. Il mandato bis avrà un altro orizzonte rispetto al primo e nasce su premesse diverse. La Camera di Commercio di Latina e Frosinone adesso è più radicata, ha superato i dubbi e le perplessità della nascita. Temprandosi anche nell’attraversamento di un periodo economico per cuori forti: la pandemia da Covid-19, l’aumento dei costi dell’energia, le guerre che stanno caratterizzando gli scenari internazionali senza soluzione di continuità. Ha detto Acampora: «Abbiamo dato un’identità alla nuova Camera di Commercio, più forte e autorevole, più moderna ed efficiente, partner strategico e motore per lo sviluppo economico del territorio. Una Camera centrale nelle politiche di sviluppo locale, con un ruolo attivo sui grandi temi infrastrutturali – dalla Zona Franca Doganale alla Zls – e sui collegamenti strategici per superare l’isolamento delle due province. Una Camera attiva, impegnata nella promozione delle filiere produttive, del turismo, dell’agricoltura e del commercio, puntando sull’identità territoriale e sull’economia della bellezza». In questo tipo di assetto Giovanni Acampora è un punto di equilibrio. Non soltanto tra i territori, ma anche evidentemente tra le associazioni di categoria. Perciò l’acclamazione non è avvenuta casualmente. Con lui è stato eletto il Consiglio. Adesso si tratterà di procedere con l’indicazione della giunta e con tutto il resto. L’attenzione della Regione Lazio nei confronti dell’ottava Camera di Commercio d’Italia per prodotto interno lordo è una ulteriore indicazione.
Il pasticcio di San Giorgio a Liri e il congresso Pd
Sul piano politico la settimana è stata caratterizzata dalle dimissioni di massa che hanno interrotto la consiliatura del Comune di San Giorgio a Liri. Sette consiglieri hanno sfiduciato il sindaco Francesco Lavalle (Forza Italia). Ora, San Giorgio è un Comune “pesante” sul piano politico. Perché c’è Achille Migliorelli, che stamattina sarà ufficialmente eletto segretario provinciale del Pd. Perché a San Giorgio c’è il peso politico dell’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli, al quale fanno riferimento alcuni dei consiglieri dimissionari. È per questo motivo che Forza Italia è salita sulle barricate e lo ha fatto attraverso il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale del partito. Non uno qualunque. Che possa esserci un asse tra la Lega e una parte del Pd in provincia di Frosinone? Può darsi. In ogni caso la tempistica è stata tale da lanciare inevitabilmente messaggi forti e chiari. Insomma, anche per una questione di garbo istituzionale, difficilmente si manda a casa, sul filo di lana, un sindaco candidato alle provinciali. Impedendo a tutti i consiglieri del Comune di poter votare per l’assetto di Palazzo Jacobucci. Inoltre non è la prima volta che la Lega si differenzia dal resto del centrodestra provinciale. Quando invece a livello regionale il Carroccio si muove in un altro modo. In ogni caso il risultato delle dimissioni di massa a San Giorgio a Liri hanno riportato Lega e Forza Italia in rotta di collisione politica in provincia di Frosinone. Dicevamo del congresso del Pd. Stamattina presso le Terme di Pompeo è previsto l’ultimo atto. Vale a dire l’assemblea provinciale che dovrà ufficializzare l’elezione di Achille Migliorelli segretario e quella di Sara Battisti presidente. Dopo quattordici mesi di contrapposizioni, ricorsi e controricorsi, le fibrillazioni non sono ancora terminate. Specialmente per quanto riguarda alcune cariche, come quella di vicesegretario. Però oggi saranno presenti, tra gli altri, il segretario e consigliere regionale Daniele Leodori (uomo di spicco di AreaDem) e il parlamentare Claudio Mancini, leader di Rete Democratica. Sono loro ad aver indicato la strada e la rotta a livello del Pd nel Lazio, siglando un patto di ferro che guarda alle prossime elezioni comunali di Roma e alle regionali. Di conseguenza chi intende mettersi (ancora) di traverso dovrà fare i conti con gli equilibri e le prospettive del partito. Nessuno si illude che in Ciociaria sia stata raggiunta una pace vera. Ma se non si procede neppure nella direzione di una tregua, allora vuol dire che il Pd della provincia di Frosinone si mette fuori gioco da solo.
Referendum. Confronto “tosto” ma nel merito
Nei giorni scorsi a Frosinone, presso l’auditorium San Paolo, c’è stato un convegno sul prossimo referendum costituzionale. Si sono confrontati magistrati, avvocati, accademici, politici. Discussione serrata ma argomentata, dibattito a tratti aspro ma calibrato sul merito della questione. Non era scontato e per questo va sottolineato. Perché un referendum costituzionale su un tema così importante ha bisogno di rispetto e di legittimazione di tutte le posizioni. Non di un clima da perenne “ammuina”.
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