Politica
01.03.2026 - 07:00
“In cauda venenum”. Traduzione letterale: “il veleno è nella coda”. È una frase latina utilizzata per indicare che la parte finale di una storia o di una situazione (data per scontata) nasconde l'insidia più pericolosa. Insomma una sorta di “non dire gatto se non ce l'hai nel sacco”, come amava ripetere Giovanni Trapattoni. Inoltre parliamoci chiaro: quando c’è di mezzo il Pd della provincia di Frosinone... mai dire mai. L’appuntamento è previsto per stamattina alle Terme di Pompeo. L’assemblea dei 175 delegati eletti dai congressi dei 63 circoli dovrà (o dovrebbe?) ufficializzare l’elezione di Achille Migliorelli alla segreteria. Ma attenzione: il primo atto dell’appuntamento sarà rappresentato dalla votazione sul presidente, ruolo per il quale è stata indicata la consigliera regionale Sara Battisti. Nell’ambito di un’intesa raggiunta il 13 gennaio scorso nella sede della Federazione provinciale del partito, a Frosinone. Achille Migliorelli fa parte di AreaDem di Francesco De Angelis e alla segreteria era stato indicato con il sostegno anche di Parte da Noi di Danilo Grossi. Mentre Sara Battisti è la referente di Rete Democratica, che, unitamente ai Riformisti di Antonio Pompeo, aveva sostenuto Luca Fantini per il ruolo di segretario. Il via libera era arrivato soprattutto grazie al patto di ferro siglato a livello di Pd Lazio tra il segretario e consigliere regionale Daniele Leodori e il parlamentare Claudio Mancini, leader di Rete Democratica.
Eppure, le fibrillazioni non sono finite. Negli ultimi due giorni tensione alle stelle per la carica di vicesegretario. La rivendicano in due: i Riformisti (per Antonio Pompeo) e Parte da Noi (per Danilo Grossi). E siccome la quadra non è stata trovata, il pressing incrociato su Daniele Leodori, è fortissimo. Per Marta Bonafoni (consigliera regionale, coordinatrice della segreteria nazionale) la vicesegreteria unica spetta a Parte da Noi. Mentre Lorenzo Guerini, leader dei Riformisti, in una telefonata a Daniele Leodori, ha spiegato che la vicesegreteria unica va affidata alla sua componente. In caso contrario, ha aggiunto, ci saranno riflessi nazionali. Ognuna delle due correnti richiama il rispetto di accordi raggiunti. I Riformisti aggiungono che hanno più delegati di Parte da Noi a livello provinciale e inoltre le 15.000 preferenze di Antonio Pompeo alle regionali meritano una rappresentanza nel partito. L’area Parte da Noi (che fa riferimento a Elly Schlein) insiste sulla sua linea. L’ampia letteratura relativa ai congressi del Pd provinciale suggerisce di ritenere che la situazione verrà risolta sul filo di lana oggi. Forse.
In realtà all’ordine del giorno c’è l’elezione del segretario, del presidente, della direzione provinciale, del tesoriere e dei membri della commissione di garanzia. Dopo tutti questi passaggi è in programma la relazione del segretario e l’apertura del dibattito. Intorno alle 11.30. Mentre alle 9.45 a dare inizio ai lavori sarà l’onorevole Federico Gianassi, commissario per il tesseramento della federazione di Frosinone.
Alle Terme di Pompeo ci saranno Daniele Leodori, Claudio Mancini e Marta Bonafoni. Ma pure Nicola Zingaretti, capo delegazione dei Democrat all’europarlamento. Però sono tutti consapevoli del fatto che senza un’intesa sulla vicesegreteria l’impostazione unitaria del congresso verrebbe rimessa seriamente in discussione. Perchè la questione ha una indubbia connotazione politica. L’asse tra Sara Battisti e Antonio Pompeo è d’acciaio: la consigliera regionale terrà la posizione dell’alleato. Senza considerare quanto successo nelle ultime settimane, con riferimento alle provinciali. Non c’è stata, per esempio, la candidatura della presidente del consiglio comunale di Ceccano Emanuela Piroli (Parte da Noi). Non c’è stata perché la premessa iniziale (il sostegno di AreaDem) è venuta meno in quanto la corrente di Francesco De Angelis deve sostenere Luigi Vittori, Enzo Salera e Antonella Di Pucchio. Non ci sono gli spazi (e i voti ponderati) per eleggerne quattro. Emanuela Piroli non è salita sulle barricate, però ha fatto notare (ad AreaDem) che certamente non era interessata soltanto a partecipare e a riempire la lista. Quindi c’è il derby di Cassino. Alle provinciali sono in campo sia il sindaco Enzo Salera (ufficialmente in AreaDem ma secondo alcuni sempre più vicino a Parte da Noi) che il consigliere Luca Fardelli, espressione di Rete Democratica di Sara Battisti. Con ogni probabilità verranno eletti entrambi, ma la “conta” dei voti ponderati farà tutta la differenza del mondo.
Nelle ultime settimane le frizioni tra AreaDem e Parte da Noi ci sono state. Il nodo della vicesegreteria potrebbe farle passare in secondo piano? Lo capiremo oggi. Certo è che, qualora non si trovasse una sintesi, Parte da Noi potrebbe non partecipare alle votazioni. E l’opzione dei due vicesegretari? Ci sta. Ma chi sarebbe il “vicario”?
Comunque la domanda sullo sfondo è la seguente: dopo quattordici mesi di scontro frontale, le “correnti” del Pd provinciale saranno nelle condizioni di rispettare un’intesa politicamente firmata da Daniele Leodori e Claudio Mancini? Perché poi c’è una dimensione diversa e assai più importante di quella provinciale. Tra un anno ci sono le comunali di Roma (la conferma del sindaco Roberto Gualtieri è un imperativo categorico), quindi a febbraio 2028 le regionali del Lazio. Sono i due appuntamenti per i quali Leodori e Mancini hanno blindato il partito nel Lazio. La Federazione provinciale del Pd è ad un ulteriore bivio. Considerando l’arretramento degli ultimi anni ad ogni livello. Dai Comuni agli enti intermedi. Senza considerare la percentuale delle politiche, sempre più bassa rispetto a quelle regionali e nazionali. Però in Ciociaria l’elenco dei colpi di scena è lunghissimo.
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