Frosinone
28.02.2026 - 10:00
Elezioni provinciali. Potrebbe finire 4-3. Come Italia-Germania allo stadio Azteca di Città del Messico del 17 giugno 1970. Quella delle provinciali non sarà certamente la partita del secolo. Ma capire “a favore di chi”, beh può fare tutta la differenza del mondo. Perché se a vincere sarà Fratelli d’Italia, allora si chiuderà un’epoca, visto che da quando c’è la Delrio (2014) il Partito Democratico ha sempre avuto la leadership tra gli amministratori locali. Se invece dovessero essere i Dem a prevalere, il punto di vista sarebbe opposto. C’è però una terza opzione: il 4-4. Un pareggio da “grandi numeri” che monopolizzerebbe la composizione dell’aula di Palazzo Jacobucci. In totale i seggi sono 12. Per il resto gli obiettivi sono chiari. La Lega punta a conservare 2 consiglieri, Forza Italia 1. Anche Provincia in Comune 1. Come Progetto Futuro. Ma siccome la matematica non è un’opinione, soltanto con il 4-3 potrebbe esserci l’opzione di almeno un rappresentante per ogni altra lista.
Nelle segreterie dei partiti si stanno facendo i conti, cercando di non disperdere i voti ponderati potenziali. Tra i candidati di spicco di Fratelli d’Italia ci sono i due uscenti: Alessandro Cardinali (Anagni) e Andrea Velardo (Castrocielo). Ma pure Stefano D’Amore (Isola del Liri). Quindi Simone Paris (Fiuggi). Massimo Ruspandini, parlamentare e presidente provinciale del partito, sta puntando molto su Cardinali e Velardo, ma è chiaro che l’obiettivo è quello del primato tra gli amministratori locali. Quindi quota 4, che male che vada garantirebbe un pareggio (in trasferta) con il Pd. La strategia è il gioco di squadra. Alessandro Cardinali è politicamente vicino a Fabio De Angelis (presidente della Saf), Andrea Velardo al consigliere regionale Daniele Maura. Mentre Stefano D’Amore fa riferimento all’assessore regionale Giancarlo Righini. Simone Paris ha l’appoggio della consigliera regionale Alessia Savo.
Va inoltre ricordato che è stata siglata un’intesa tra Fratelli d’Italia e Noi Moderati e infatti nella lista c’è Rossana Carnevale. Insomma, c’è la determinazione a vincere questa tornata elettorale. La volta scorsa FdI raggiunse il 24,13% (22.466 voti ponderati), riuscendo ad eleggere 3 consiglieri. Da allora il “peso” del partito di Giorgia Meloni è cresciuto ad ogni livello, compreso quello degli amministratori locali.
Domenica prossima il Partito Democratico celebrerà l’ultimo atto di una stagione congressuale lunga e complicata. Nel segno di un accordo unitario. Una settimana dopo ci saranno le provinciali. Ma le condizioni sono assai diverse rispetto a due anni fa. Quando in campo c’era una lista di centrosinistra, della quale, oltre ai Democrat, facevano parte pure Azione, Italia Viva, Possibile e Demos. Quella lista si attestò al 35,26% (32.827 voti ponderati), portando in aula 5 consiglieri. Stavolta il Pd sa che l’obiettivo massimo è 4. Intanto ci sono 2 uscenti: Luigi Vittori (Ferentino) e Antonella Di Pucchio (Isola del Liri). Entrambi fanno riferimento ad AreaDem di Francesco De Angelis. Vittori può arrivare primo nella lista. L’altro tema forte è il “derby” di Cassino: il sindaco Enzo Salera e il consigliere Luca Fardelli. Il primo fa parte di AreaDem, ma si muove autonomamente. Sul secondo punta Sara Battisti, consigliera regionale e referente di Rete Democratica di Claudio Mancini. Inoltre è chiaro che a sostegno di Fardelli ci sono pure i Riformisti di Antonio Pompeo. Non è soltanto una sfida parametrata sui voti ponderati, è anche un duello che rivelerà gli equilibri e i rapporti di forza. Con una inevitabile proiezione sulle future scelte. Per esempio a fine anno scadrà il mandato del presidente Luca Di Stefano, che nel 2022 venne eletto con il sostegno sia di Francesco De Angelis che di Sara Battisti. Non è un segreto che Enzo Salera da tempo pensa all’opzione della candidatura alla poltrona più ambita della Provincia.
Un altro tema forte sarà la partita a scacchi tra Lega e Forza Italia. Una partita giocata sull’orlo di una crisi di nervi dopo quanto accaduto a San Giorgio a Liri. Il riferimento è alle dimissioni di massa che hanno sfiduciato il sindaco Francesco Lavalle (Forza Italia), interrompendo la consiliatura. Tre dei sette dimissionari fanno riferimento all’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli. Gli “azzurri” del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone non l’hanno presa benissimo (è un eufemismo). Capiremo meglio quello che succederà. Sul piano squisitamente interno, nel Carroccio si profila un testa a testa tra Andrea Amata (Vicalvi) e Luca Zaccari (Ferentino). Amata ha l’appoggio del parlamentare e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, Zaccari dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli e di Mario Abbruzzese, responsabile dell’organizzazione del partito nel Lazio. Pure in tal caso occhio alla “mappa” dei pesi e dei contrappesi.
In Forza Italia il consigliere comunale di Frosinone Pasquale Cirillo punta all’elezione. C’è pure Valter Tersigni (Sora).
Poi ci sono Luigi Vacana (Provincia in Comune) e Gianluca Quadrini (Progetto Futuro). Vacana vuole calare il pokerissimo (quinta elezione consecutiva), Quadrini l’en plein (dal 2014 ad oggi). Ma perché sono così importanti le provinciali? Il motivo, paradossalmente, è che sono riservate agli addetti ai lavori. Votano sindaci e consiglieri comunali. In questo modo i leader riescono ad avere il quadro preciso del “peso”, della governance e delle “truppe” a disposizione. Passaggi fondamentali per poi calibrare le successive scelte. Anche nella prospettiva delle candidature alle politiche e alle regionali. In un momento storico nel quale l’affluenza è ai minimi storici, è fin troppo evidente che il grado di mobilitazione nei momenti che contano dipende soprattutto... dagli addetti ai lavori.
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