Elezioni provinciali
27.02.2026 - 08:28
Indici di ponderazione destinati a cambiare dopo lo scioglimento del consiglio comunale di San Giorgio a Liri, a causa delle dimissioni di massa di sette consiglieri, che hanno quindi sfiduciato il sindaco Francesco Lavalle. Il quale peraltro era candidato anche al consiglio provinciale, nella lista di Forza Italia.
Cambiano i numeri
San Giorgio a Liri è inserito nella fascia dei Comuni che hanno tra i 3.000 e i 5.000 abitanti, vale a dire quelli della scheda arancione. In totale 13 “grandi elettori”: il Sindaco e 12 consiglieri. L’indice di ponderazione attuale è di 68. Quindi un totale di 884 voti ponderati in meno. I Comuni compresi nella scheda arancione scendono da 16 a 15. Gli amministratori che andranno alle urne nella fascia arancione saranno 194: 15 primi cittadini e 179 consiglieri comunali. E 13.192 voti ponderati totali. Riflessi pure sul quadro globale. Alle urne 1.118 amministratori: 89 sindaci e 1.029 consiglieri comunali. Poi c’è l’altra faccia della medaglia, vale a dire quella dei candidati per i 12 seggi da consigliere provinciale. Scendono a quota 61: 34 uomini e 27 donne. Forza Italia passa da 12 a 11. I Comuni che parteciperanno alle provinciali sono 89 su 91. Boville Ernica e San Giorgio a Liri non ci saranno perché commissariati.
Gli indici attuali
Ecco le attuali fasce di ponderazione, destinate però a cambiare (anche se di poco). Quella più alta (scheda verde) comprende Frosinone e Cassino, ognuna delle quali ha più di 30.000 abitanti. 58 aventi diritto al voto (2 sindaci e 56 consiglieri), indice di ponderazione pari a 315. Significa che ogni singolo voto varrà 315 punti. In totale 18.270 voti ponderati. I Comuni della fascia rossa (da 10.000 a 30.000 abitanti) sono 10: Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli. L'indice di ponderazione è di 205, i grandi elettori 170 (10 sindaci e 160 consiglieri comunali). Il totale dei voti ponderati è di 34.850. Quindi la fascia grigia (da 5.000 a 10.000 abitanti), con 10 Comuni: Arce, Arpino, Ceprano, Cervaro, Paliano, Piedimonte San Germano, Ripi, Roccasecca e Sant'Elia Fiumerapido. Alle urne andranno in 117: 9 sindaci e 108 consiglieri. L’indice è pari a 135. Il totale dei voti ponderati è di 15.795. A seguire la scheda arancione (da 3.000 a 5.000 abitanti), con 15 Comuni: Amaseno, Aquino, Atina, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Morolo, Patrica, Piglio, Pofi, San Giovanni Incarico, Serrone, Supino, Torrice. Al voto 194 amministratori: 15 primi cittadini e 179 consiglieri comunali. E 13.192 voti ponderati totali. L’indice attuale è pari a 68. Infine la fascia azzurra (fino a 3.000 abitanti): racchiude 53 Comuni. E gli aventi diritto al voto sono 579: 53 primi cittadini e 526 consiglieri comunali. L’indice è 31. Il totale dei voti ponderati di 17.949.
Incroci e manovre
La vicenda politica di San Giorgio a Liri è indicativa. Per vari motivi. Francesco Lavalle è un sindaco di Forza Italia. Tra i firmatari delle dimissioni c’è Achille Migliorelli, ex vicesindaco ma soprattutto prossimo segretario provinciale del Partito Democratico. Infine, non sfugge a nessuno che a San Giorgio a Liri è politicamente influente l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli (Lega), al quale fanno riferimento 3 dei 7 consiglieri dimissionari. Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, sta analizzando la situazione con attenzione. Perché la vera posta in palio è rappresentata dai voti ponderati in più o in meno. Perché saranno quelli a definire gli equilibri tra Lega e Forza Italia. E saranno sempre quelli a stabilire se la Lega conserverà gli attuali 2 seggi e Forza Italia l’unica casella “attuale”. Peraltro è noto che tra Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli da una parte e Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese dall’altra non ci sia un particolare “feeling” sul piano politico (è naturalmente un eufemismo).
Il “caso” Frosinone
La notizia riportata in esclusiva da Ciociaria Oggi l’altro giorno ha mandato in fibrillazione una parte della maggioranza al Comune di Frosinone. Ricordiamola: martedì mattina nel capoluogo, presso la pasticceria-bar-gelateria Mary’s c’erano Gianluca Quadrini (capolista di Progetto Futuro), il vicesindaco di Frosinone Antonio Scaccia (leader della Lista per Frosinone) e i consiglieri del capoluogo Francesca Chiappini (Lista per Frosinone) e Marco Ferrara (Identità Frusinate). Proprio Ferrara è candidato alle provinciali nella lista Progetto Futuro di Quadrini. Certamente non si sono incrociati per caso. Al Comune di Frosinone, inoltre, c’è una sorta di “patto federativo in fieri” tra la Lista per Frosinone (4 consiglieri) e Identità Frusinate (3). Un potenziale di 7 voti ponderati, ognuno dei quali conta 315 punti. Ora, il punto di partenza è che il seggio di Progetto Futuro è “ingiocabile”: Gianluca Quadrini, come sempre, farà il pieno di voti ponderati. Ma questo già si sapeva. Marco Ferrara, che nelle scorse settimane è uscito da Fratelli d’Italia per aderire a Identità Frusinate, sta ragionando sulle prospettive della sua candidatura. In particolare sull’effettiva eleggibilità. A Frosinone però c’è soprattutto un altro nodo. La “galassia della Lega” non è più quella di un tempo e Nicola Ottaviani (deputato e coordinatore provinciale del Carroccio) punta sempre sulla conferma di Andrea Amata. Il fatto è che Antonio Scaccia è un fedelissimo di Roberto Vannacci, che è allo scontro frontale con Matteo Salvini. Complicato per Scaccia non considerare questo aspetto. La sensazione però è quella di un aumento del pressing del Carroccio per convincere i consiglieri delle “civiche” a convogliare i voti ponderati. Situazione estremamente fluida. E piena zeppa di variabili.
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