Cerca

Frosinone

Elezioni provinciali: precedenti e variabili

Quanti voti ponderati occorrono per far scattare un seggio da consigliere. I fattori sul tavolo: gioco di squadra, “franchi tiratori”, relazioni politiche, dinamiche territoriali

Elezioni provinciali: precedenti e variabili

Quanti voti ponderati occorrono per far scattare un seggio da consigliere provinciale? A dicembre 2023 c’erano 5 liste in campo (stavolta 6) e Luigi Vacana ottenne la quarta conferma sulla scorta di 7.005 voti di Provincia in Comune. Pari al 7,53%. Furono 85 gli amministratori che optarono per la “sua” civica. Vacana raggiunse quota 4.183. Anche Forza Italia portò un solo consigliere nell’emiciclo dell’ente di piazza Gramsci, ma con 13.070 voti ponderati (14,04%). Ne mancarono pochissimi per far scattare il secondo scranno. Ancora una volta venne eletto Gianluca Quadrini, che dal 2014 ad oggi ha sempre centrato l’obiettivo. Arrivò primo, con 8.727 voti ponderati. Stavolta si candida in Progetto Futuro, come nel 2019. In ogni caso nel 2023 in 204 (tra sindaci e consiglieri) scelsero gli “azzurri”. I due dati vanno tenuti in considerazione, anche se il prossimo 8 marzo le liste saranno 6 e quindi, almeno in teoria, il quorum dovrebbe abbassarsi.

Restiamo all’ultimo precedente. La Provincia dei Cittadini (Pd, Azione, Italia Viva, Possibile e Demos) totalizzò 32.827 voti ponderati (35,26%). Eleggendo 5 consiglieri. Grazie al voto di 315 amministratori locali. Stavolta il Partito Democratico si presenta da solo e ha come obiettivo quello di portare in aula 4 esponenti.
Fratelli d’Italia di consiglieri ne elesse 3. Sull’onda lunga di 22.466 voti ponderati (il 24,13%). Furono 211 gli amministratori che scelsero il partito di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia non fa mistero di voler salire a 4 e l’intesa con Noi Moderati potrebbe rivelarsi importante. Pietro Pacitti, segretario provinciale di Noi Moderati, ha spiegato: «Noi Moderati sarà per la prima volta presente alle prossime elezioni provinciali dell’8 marzo, segnando un passaggio importante nel percorso di crescita e radicamento del movimento sul territorio della provincia di Frosinone. La presenza si è concretizzata attraverso il patto unitario siglato con l’onorevole Massimo Ruspandini che vedrà la candidatura della già consigliera provinciale Rossana Carnevale, inserita nella lista di Fratelli d’Italia in quota Noi Moderati, figura di comprovata esperienza amministrativa e riconosciuta competenza istituzionale. Una scelta ponderata e politicamente significativa. Una candidatura che, per il profilo e il consenso maturato nel tempo, avrebbe potuto trovare collocazione anche in altri contesti, ma che Noi Moderati ha voluto sostenere con convinzione all’interno della coalizione di centrodestra». Per eleggere 4 consiglieri provinciali bisognerà raggiungere e superare i 28.000 voti ponderati. È dunque questa la frontiera lungo la quale si giocherà la partita per la leadership tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia. C’è quindi la Lega, che nel 2023 ha eletto 2 consiglieri provinciali. Sulla base di 17.721 voti ponderati (19,04%) E furono 206 gli amministratori che scelsero il Carroccio.

Dicevamo che stavolta le liste sono 6 e i candidati al consiglio provinciale 62. I fattori che incidono sull’elezione sono tanti: la logica di partito e il gioco di squadra, ma anche le “ribellioni” nel segreto dell’urna, magari determinate da delusioni. Poi ci sono le relazioni politiche e i rapporti personali ma anche le dinamiche territoriali nei singoli Comuni.
A proposito: i Comuni che hanno almeno un candidato al consiglio provinciale sono 46. A guidare questa speciale classifica, con 3 designazioni, è Arpino. Poi seguono, con 2, Frosinone, Cassino, Sora, Alatri, Anagni, Ferentino, Castelnuovo Parano, Fiuggi, Isola del Liri, Patrica, Pico, Piedimonte San Germano, Torrice e Terelle. In totale 14. Mentre 31 Comuni hanno un solo candidato. Tra le realtà che non hanno neppure un candidato al consiglio provinciale ci sono Ceccano, Veroli e Pontecorvo. In totale sono 44 i Comuni che non hanno neppure un candidato. Ecco perché le strategie dovranno essere studiate a tavolino e poi “scaricate a terra”. Tenendo presente che le variabili faranno la differenza.
Lega, Forza Italia e Provincia in Comune hanno presentato liste con 12 candidati, Progetto Futuro con 11. Mentre Fratelli d’Italia ha optato per 8 e il Partito Democratico per 7. Una strategia (quella di FdI e Dem) finalizzata a convogliare più facilmente i voti ponderati sugli “eleggibili”. Provando anche a ridurre l’impatto sul versante dei malumori.

I candidati di punta del Pd sono il sindaco di Cassino Enzo Salera, gli uscenti Luigi Vittori (Ferentino) e Antonella Di Pucchio (Isola del Liri) e Luca Fardelli, consigliere comunale di Cassino. Mentre per Fratelli d’Italia in pole ci sono gli uscenti Alessandro Cardinali (Anagni) e Andrea Velardo (Castrocielo) ma pure Stefano D’Amore (Isola del Liri). Poi Simone Paris (Fiuggi). Per Noi Moderati in campo Rossana Carnevale (Pico). Nella Lega favoriti i due uscenti: Andrea Amata (Vicalvi) e Luca Zaccari (Ferentino). In Forza Italia Pasquale Cirillo (Frosinone), Valter Tersigni (Sora) e il sindaco di San Giorgio a Liri Francesco Lavalle. In Provincia in Comune c’è Luigi Vacana, in Progetto Futuro Gianluca Quadrini. Il risultato della “sfida nella sfida” tra FdI e Pd (possibile un 4-4) condizionerà molto l’attribuzione degli altri seggi. Con il rischio che qualcuno rimanga a quota zero.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione

Ultime dalla sezione