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Comune di Frosinone

Cinquanta sfumature di crisi

Si è chiusa una fase lunga e complessa, ma è azzardato dire che la situazione è definitivamente risolta. Tenuta in considerazione la linea di FdI. Paolo Trancassini: «Ora la sfida dell’arricchimento programmatico»

Cinquanta sfumature di crisi

Sicuramente il riassetto della giunta chiude una lunga fase politica. Ma è complicato (e perfino azzardato) ritenere superata la crisi che da mesi attraversa la maggioranza. Però un punto di svolta c’è stato. Quando Paolo Trancassini, parlamentare e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha detto che «per FdI la questione era politica, non di poltrone». E che la richiesta al sindaco Riccardo Mastrangeli era quella di restituire le deleghe agli assessori del partito, Alessia Turriziani e Simona Geralico. Deleghe che il primo cittadino aveva revocato il 30 dicembre 2025, al termine di una seduta consiliare sciolta per mancanza del numero legale. Nella sostanza Trancassini in quel momento ha delimitato il confine politico. Come dire: FdI non rivendica il terzo assessorato. Poi c’è stata l’uscita dal gruppo di Marco Ferrara e Sergio Crescenzi: entrambi hanno aderito a Identità Frusinate. Il ragionamento successivo di Trancassini è stato il seguente: FdI non potrebbe accettare la nomina in giunta di un esponente uscito dal partito. Vale a dire Sergio Crescenzi. È andata esattamente in questo modo. Spiega adesso Paolo Trancassini: «Il mio compito non è quello di dare patenti. Fratelli d’Italia ha sviluppato un ragionamento di tipo politico in un momento complesso e delicato della maggioranza che sostiene l’Amministrazione Mastrangeli a Frosinone. Posso dire che le nostre indicazioni sono state tenute in considerazione e questo naturalmente mi fa piacere. Adesso però la sfida da vincere, da qui alla fine della consiliatura, è quella dell’arricchimento programmatico. Una locuzione utilizzata dallo stesso Mastrangeli. Sono sicuro che il gruppo consiliare e il partito sapranno misurarsi, proporre e confrontarsi sul piano amministrativo e programmatico. Non ci sono vincitori e vinti, c’è la politica».

Per quanto riguarda la Lista per Frosinone, il secondo assessorato era stato richiesto dopo che il gruppo era passato da 3 a 4 consiglieri. C’è un aspetto che andrà tenuto in considerazione: il vicesindaco Antonio Scaccia è uno dei fedelissimi della prima ora dell’europarlamentare Roberto Vannacci, che ha appena fondato un nuovo partito, Futuro Nazionale. Ora, Scaccia manterrà la Lista per Frosinone al Comune. Ma in ogni caso Vannacci può contare su 2 assessori e 4 consiglieri nel capoluogo ciociaro. Circostanza che muta gli assetti all’interno di quella “galassia della Lega” che nei fatti non esiste più. Perché l’asse tra Nicola Ottaviani e Antonio Scaccia non potrà più essere come prima. Peraltro bisognerà pure capire come si svilupperà quella sorta di patto federativo che si intravede tra la Lista per Frosinone e Identità Frusinate (3 consiglieri e 1 assessore).

Alla fine della consiliatura mancano meno di diciassette mesi. Complicato immaginare una ricomposizione del quadro politico del centrodestra. Non c’è stato alcun tentativo di “recupero” di Forza Italia, all’opposizione ormai da quasi due anni. Tramonta altresì l’opzione delle dimissioni di Riccardo Mastrangeli entro la data del prossimo 24 febbraio. Ipotesi che il primo cittadino aveva seriamente preso in considerazione nell’ora più buia della crisi. Per andare al voto nella primavera 2026. Adesso si può arrivare a scadenza naturale. A meno di dimissioni di massa o mozione di sfiducia. In entrambi i casi occorre arrivare a quota 17: firme o voti. Non semplicissimo. Ora ci sono le provinciali, che rappresenteranno un ulteriore test per la maggioranza.

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