Crisi al Comune
05.02.2026 - 08:30
Provare a fare finta di nulla sarà impossibile. Avventurarsi in “narrazioni” minimaliste lascia il tempo che trova. Richiamarsi alla logica (sempre molto in voga in Ciociaria) del “volemose bene” non servirà a niente. Non stavolta. Non al Comune di Frosinone. Non in questa fase particolare. Lo strappo di Roberto Vannacci dalla Lega è stato fortissimo. Ieri l’europarlamentare ha risposto al vicepremier, ministro e leader della Lega Matteo Salvini. Al quotidiano La Repubblica ha detto: «Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui principi di famiglia e sulla legge Fornero». Insomma, lo scontro tra il Generale e il Capitano è senza esclusione di colpi. Al Comune di Frosinone c’è la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che con 4 consiglieri rappresenta il gruppo più numeroso della coalizione che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli.
Esiste una proprietà transitiva anche in politica. Se Vannacci attacca Salvini e Scaccia sta con Vannacci, anche Scaccia si contrappone (frontalmente) a Salvini. Con Matteo Salvini stanno pure sia Nicola Ottaviani (parlamentare e coordinatore provinciale della Lega) che Riccardo Mastrangeli, protagonista sul palco della “tre giorni” di Roccaraso. Non è una questione di rapporti personali. Il punto è politico e in questa fase di “lancio” del nuovo partito Roberto Vannacci non consentirà subordinate. A nessuno. Prendiamo le provinciali: complicato (è un eufemismo) che i 4 esponenti della Lista per Frosinone possano votare per un candidato della Lega. Anzi, in un’ottica di “distinguo visibile”, se non si recassero ai seggi sarebbe chiara la natura politica della scelta. Vedremo quello che succederà, ma il barometro nella “galassia del Carroccio” segna “tempesta”. Perfetta.
Come se ci fosse una sorta di algoritmo della frattura inevitabile tra Lega e Futuro Nazionale. Ad ogni livello. Al Comune Antonio Scaccia non rinuncerà alla Lista per Frosinone. Però è evidente che l’adesione al partito di Vannacci (che appare scontata) muta equilibri e rapporti di forza. La civica ha 4 esponenti. Stesso numero della somma tra Lega (2) e Lista Ottaviani (2). C’è poi una sorta di patto federativo (in fieri) tra la Lista per Frosinone e Identità Frusinate, che ha 3 consiglieri. Da capire quello che potrà succedere dopo le sedute consiliari sul bilancio di previsione, che sarà sicuramente approvato. Il nodo sarà il riassetto della giunta. La Lista per Frosinone ha già rivendicato il secondo assessorato, Identità Frusinate potrebbe chiedere una sua rappresentanza in giunta. Gli equilibri cambierebbero pure a livello di esecutivo. Anche se Fratelli d’Italia ha lasciato chiaramente intendere che non potrebbe accettare la nomina in giunta di chi ha lasciato gruppo e partito. Il riferimento è a Sergio Crescenzi, ora in Identità Frusinate. Un elemento da tenere in considerazione.
Poi, relativamente alle provinciali, c’è l’opzione Marco Ferrara, pure lui consigliere di Identità Frusinate dopo essere uscito da FdI. La Lista per Frosinone potrebbe votarlo se si candidasse con Progetto Futuro? Probabilmente soltanto se l’operazione politica venisse perimetrata nell’area di Vannacci. Ieri è stato diffuso il primo sondaggio (realizzato da YouTrend per Sky Tg24) riguardante Futuro Nazionale. La lista di Vannacci si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Dal punto di vista delle intenzioni di voto, si legge ancora nell’analisi del sondaggio, «l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe una erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d'Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrano le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subisce un impatto più contenuto (-0,2%)». A questo punto bisognerà attendere i passaggi formali.
Per esempio le adesioni al partito Futuro Nazionale. Ma la posizione di Antonio Scaccia la settimana scorsa ha in un certo senso anticipato lo strappo a livello nazionale. Dopo che l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli aveva condiviso un articolo che riportava una frase di Matteo Salvini alla “tre giorni” di Roccaraso, alla quale Vannacci non era andato e già era chiaro che si sarebbe arrivati ad una rottura. Questa frase: «La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. La nostra forza è nella truppa». Antonio Scaccia è stato presidente provinciale dell’associazione Noi con Vannacci. Sui social aveva replicato così: «Non possiamo far altro che dissociarci da tanta irriconoscenza con una sola certezza, stare il più lontano possibile, oggi ed in futuro, da tanta bassezza politica. Questa Lega non ci rappresenta più». Ieri Riccardo Mastrangeli e Antonio Scaccia si sono incontrati in giunta. Hanno parlato esclusivamente di temi amministrativi. Sul piano politico, però, è tutto aperto. Anche sulla candidatura a sindaco del 2027. L’operazione “smarcamento” (di Scaccia) potrebbe già essere iniziata. E Mastrangeli continua a tenere sul tavolo l’ipotesi elezioni anticipate.
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