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Frosinone

Comune, maggioranza slegata. Cambiano i rapporti di forza nel centrodestra

Lo “strappo” di Antonio Scaccia cambia per sempre i rapporti di forza. Il “feeling politico” mai scattato con Riccardo Mastrangeli e l’asse incrinato con Nicola Ottaviani

Comune, maggioranza slegata. Cambiano i rapporti di forza nel centrodestra

Il vicesindaco Antonio Scaccia e il sindaco Riccardo Mastrangeli

Il bilancio di previsione sarà approvato. A meno di colpi di scena che andrebbero oltre la sfera del clamoroso. Perché significherebbe interrompere la consiliatura, aprire la strada ad elezioni anticipate (per le quali nessuno è davvero pronto) e soprattutto tagliare fuori il Comune di Frosinone dalle ormai prossime “provinciali”. Alle quali guardano in diversi. Però l’esito del dibattito in consiglio comunale (convocato per il 9 e 10 febbraio) sarà importante per capire le future dinamiche. Per domenica sera è stata fissata una riunione di maggioranza sul bilancio. Occhio alle assenze, che però peseranno più nella prospettiva politica che in vista della prova del nove in aula. La coalizione può contare sulla carta su 18 voti su 33.

Perché sul tavolo di una crisi non ancora chiusa sono rimasti due argomenti. Il primo riguarda il gruppo di Fratelli d’Italia (5 esponenti). L’area che fa riferimento al deputato Aldo Mattia chiede rappresentanza in giunta. Parliamo dei consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara. FdI esprime 2 assessori. Poi c’è la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che da tempo ha rivendicato il secondo assessorato per la civica. Questo perché il gruppo è cresciuto, da 3 a 4 consiglieri. Potrebbe indicare una donna per via del rispetto delle percentuali delle “quote rosa”. Proprio in questi giorni però si è consumata la frattura tra la Lista per Frosinone e la Lega. Il motivo è noto: la posizione dell’europarlamentare del Carroccio Roberto Vannacci. Il quale è ad un passo dall’addio alla Lega. Non soltanto perché ha registrato il simbolo “Futuro Nazionale” presso l’Ufficio brevetti europei. Ma perché i contrasti tra il Generale da una parte e big del calibro di Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana dall’altra sono insanabili da tempo. Poi c’è la dimensione locale. Con la durissima presa di posizione di Scaccia nei confronti dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli. Quest’ultimo aveva condiviso sui social un articolo sulla “tre giorni” di Roccaraso, nel quale si riportava una frase di Matteo Salvini: «La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. La nostra forza è nella truppa». Salvini aveva aggiunto che «non intendeva riferirsi a Roberto Vannacci». Ma il punto è che l’intero contesto è carico di tensione politica. E lo stesso Vannacci non ha comunque (ancora) ufficializzato lo “strappo”.

Scaccia però ha scritto sui social: «Non possiamo far altro che dissociarci da tanta irriconoscenza con una sola certezza, stare il più lontano possibile, oggi ed in futuro, da tanta bassezza politica. Questa Lega non ci rappresenta più». Riferendosi proprio a Ciacciarelli e aggiungendo: «fedelissimo del vicesegretario nazionale Claudio Durigon». Il punto è esattamente questo. Scaccia sa benissimo che Durigon (peraltro sottosegretario al Ministero del lavoro) è il braccio destro di Salvini. E sa pure che della Lega è coordinatore provinciale il deputato Nicola Ottaviani, con il quale a Frosinone per anni ha avuto un asse di ferro. Evidente che adesso è cambiato tutto e che non si potrà tornare indietro. E se in una prospettiva politica generale, Antonio Scaccia (che è stato presidente regionale dell’associazione Noi con Vannacci) ha voluto far capire che seguirà l’europarlamentare in ogni caso, sul piano locale alcuni importanti equilibri sono saltati per sempre. La “galassia della Lega” non esiste più. La Lista per Frosinone ha 4 consiglieri.

Inutile girarci troppo intorno: uno “strappo” del genere mette obiettivamente in difficoltà Ottaviani, che infatti non è intervenuto. Per quanto riguarda il Comune, il feeling politico tra Scaccia e il sindaco Riccardo Mastrangeli non c’è mai stato. Da tempo la Lista per Frosinone non risparmia critiche e interrogazioni al question time. Inoltre continua a proporre le “primarie” per l’individuazione del candidato sindaco nel giugno 2027. Mentre Mastrangeli aveva chiesto una blindatura. Il punto non è il posizionamento politico nella mappa delle alleanze: un eventuale futuro partito di Vannacci si collocherebbe alla destra della Lega. Il punto è che nulla potrà essere dato più per scontato. I rapporti di forza cambieranno ancora. C’è un unico elemento che (per adesso) non fa preoccupare Mastrangeli: l’assenza di una vera alternativa al centrodestra nel capoluogo.

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