Crisi al comune di Frosinone
21.01.2026 - 08:17
Il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri ha convocato la conferenza dei capigruppo per lunedì 26 gennaio alle ore 12.45. Due gli argomenti all’ordine del giorno: 1) documento unico di programmazione 2026-2028; 2) approvazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028.
La maggioranza può contare, sulla carta, su 18 consiglieri (su 33). Ma gli ultimi mesi dimostrano che le lacerazioni non mancano. Per l’approvazione del bilancio in prima convocazione serviranno almeno 17 sì. Non solo: bocciare il documento contabile vuol dire assumersi la responsabilità di mandare a casa l’Amministrazione e interrompere la consiliatura. Bisognerà pure vedere quali saranno le scelte di esponenti che non fanno parte della maggioranza. Per esempio, Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli (Lista Marzi) negli ultimi tredici mesi hanno spesso contribuito in maniera decisiva a tenere il numero legale. Gagliardi anche sull’ultimo punto della recente seduta. Tra Mastrangeli e la civica c’è un confronto parametrato su alcuni punti programnatici: in primis la riattivazione dell’ascensore inclinato. Inoltre Domenico Marzi in più occasioni ha ribadito che mai la sua lista effettuerà scelte finalizzate allo scenario delle elezioni anticipate. Tipo dimissioni di massa o mozione di sfiducia.
Dicevamo delle elezioni provinciali del prossimo 8 marzo. Per concorrere ad uno dei dodici seggi dell’aula di Palazzo Jacobucci è necessario avere il ruolo di sindaco o di consigliere comunale. Per quanto riguarda Frosinone, per una candidatura sono in corsa Franco Carfagna e Sergio Crescenzi (Fratelli d’Italia) e Pasquale Cirillo (Forza Italia). Uno scioglimento anticipato del consiglio comunale del capoluogo farebbe venire meno il requisito fondamentale.
Tornando al centrodestra, la crisi non è ancora alle spalle. Si continua a parlare di opzioni di riassetto di giunta. Fino a poche settimane fa lo schema era questo: terzo assessorato a Fratelli d’Italia, secondo alla Lista per Frosinone. Poi però è successo qualcosa di rilevante sul piano politico: l’incontro a Roma (il 5 gennaio scorso alla Camera) tra le delegazioni di Fratelli d’Italia e della Lega. Presente naturalmente il sindaco Riccardo Mastrangeli. In quell’occasione, ma anche dopo, il deputato e coordinatore regionale di FdI Paolo Trancassini ha indicato la linea del partito: la questione è politica, non di poltrone. Non solo: Fratelli d’Italia non ha mai rivendicato il terzo assessorato e ha chiesto esclusivamente la restituzione delle deleghe ai due assessori. Vale a dire ad Alessia Turriziani e a Simona Geralico. Il sindaco ha proceduto in tal senso. Trancassini ha invitato il gruppo consiliare a concentrarsi sull’arricchimento programmatico (la definizione è di Mastrangeli) per l’ultimo scorcio di consiliatura. La traduzione è fin troppo chiara: restare concentrati e procedere sul rimpasto vuol dire andare nella direzione contraria indicata da Fratelli d’Italia (primo partito nel Paese, nel Lazio, in provincia e a Frosinone). Il ragionamento vale sia per il terzo assessorato sia per un cambio della rappresentanza in giunta. Vale all’interno del gruppo e del partito, ma vale anche con riferimento a quelle che saranno le mosse di Riccardo Mastrangeli. Andare avanti con il rimpasto significa mettere in conto la frattura (stavolta definitiva) con Fratelli d’Italia.
Intanto ci sono dei movimenti nell’area della maggioranza. Per esempio un sostanziale patto federativo tra la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia (4 consiglieri) e Identità Frusinate, rappresentata in aula da Christian Alviani. Un’intesa già proiettata alle prossime elezioni comunali. Ma anche nella fase attuale potrebbe dare vita a iniziative comuni. Tra le indiscrezioni che filtrano, per esempio, c’è quella di una possibile convergenza sul nome del secondo assessore rivendicato dalla Lista per Frosinone. Qualora ci si orientasse su una donna, secondo alcuni potrebbe esserci l’opzione Valentina Sementilli, già assessore in questa consiliatura: è stata eletta nella Lista Ottaviani con 611 preferenze. Ora fa parte di Identità Frusinate. Oppure, sempre in quota Identità Frusinate, c’è l’ipotesi Maria Rosaria Boschieri (nel 2022 candidata nella lista del Pd: 289 preferenze, prima dei non eletti).
Vedremo quello che succederà. Certamente però la strada maestra conduce al bivio del bilancio, documento che più di qualunque altro consente di ragionare in un’ottica davvero programmatica. Insomma, la verifica vera si farà sul bilancio. Tutto il resto può attendere. A cominciare dal rimpasto
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