Comune
20.01.2026 - 08:00
La via resta stretta. Anzi, strettissima. E la coperta rischia di essere corta. Anzi, cortissima. Al Comune di Frosinone la crisi non è risolta. Il punto rimangono gli equilibri fragili: sulla carta la maggioranza può contare su 18 voti su 33, ma in realtà basta poco per mettere in discussione i... numeri. All’orizzonte c’è il bilancio di previsione, che andrà all’attenzione dell’aula in tempi rapidi. La composizione della maggioranza: Fratelli d’Italia (5 consiglieri), Lista per Frosinone (4), Lista Ottaviani (2), Polo Civico (2), Lega (1), Lista Vicano (1), Identità Frusinate (1). Più il sindaco Riccardo Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri. Fino a poche settimane fa sul tavolo c’era l’opzione di un riassetto di giunta: terzo assessorato per Fratelli d’Italia, secondo per la Lista per Frosinone (che in questi giorni sta discutendo al proprio interno per decidere il da farsi e per individuare eventualmente il nome del secondo assessore). Poi c’è stata la riunione a Roma del 5 gennaio, tra le delegazioni regionali e provinciali di Fratelli d’Italia e della Lega. Presente naturalmente il sindaco Riccardo Mastrangeli.
Nel corso di quel summit, e anche dopo, il parlamentare e coordinatore regionale di FdI Paolo Trancassini ha più volte esplicitato la posizione del partito. Così: non è una questione di poltrone, ma politica. Ragione per la quale il passo fondamentale è la restituzione delle deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia, Alessia Turriziani e Simona Geralico. Passaggio che Riccardo Mastrangeli ha effettuato. Nel frattempo Trancassini a Roma ha avuto un lungo confronto con i consiglieri Marco Ferrara e Sergio Crescenzi. Oltre che con il parlamentare Aldo Mattia, al quale entrambi fanno riferimento sul piano politico. Confermando la posizione del partito e invitando tutti a spostare il confronto sul piano dell’arricchimento programmatico. All’ultima seduta consiliare il numero legale c’è stato (dopo che era mancato per quattro volte consecutive), la maggioranza ha approvato tutte le delibere all’ordine del giorno. Anche se su una il gruppo di FdI si è astenuto. In modo compatto. Nelle scorse settimane Ferrara e Crescenzi avevano aperto alla proposta del vicesindaco Antonio Scaccia di prevedere il terzo assessorato a FdI e il secondo alla Lista per Frosinone. Una posizione sostenuta anche per il tema della rappresentanza in giunta alla componente di Aldo Mattia. Richiamando delle intese raggiunte a livello di congresso cittadino. Rappresentanza in giunta che, se declinata nell’ambito delle attuali due posizioni, comporterebbe inevitabilmente il passo indietro di uno dei assessori. C’è però una novità chiara a tutti: la posizione del partito, declinata da Paolo Trancassini. Vale a dire che la questione è politica e non di poltrone. Tornare sul “rimpasto” non sarebbe in sintonia (è un eufemismo) con quella indicazione. Un quadro che deve inevitabilmente tenere presente anche e soprattutto il sindaco Riccardo Mastrangeli.
L’approvazione del bilancio e il cosiddetto “arricchimento programmatico” appaiono al momento i parametri irrinunciabile per ricostruire una maggioranza in grado di arrivare a fine consiliatura (giugno 2027). C’è poi un altro elemento: Forza Italia è all’opposizione dell’Amministrazione Mastrangeli. Parliamo di un Comune capoluogo, che è “ipso facto” all’attenzione del tavolo regionale del centrodestra. La domanda è: una ricomposizione con FI è possibile oppure no? La situazione va guardata pure in prospettiva, con riferimento alle prossime elezioni. Per capire se la coalizione di centrodestra (che ha vinto le ultime tre tornate) si ritroverà oppure no. Per capire se saranno riproposte le primarie oppure no. Riccardo Mastrangeli punta naturalmente al bis. Ma non c’è stata la “blindatura” su questa opzione da parte di tutte le forze che lo hanno sostenuto nel 2022. E mai come in questo momento la condivisione programmatica può rappresentare l’unico vero “collante”. Inoltre c’è un dato di fatto: da mesi si litiga sugli assetti, sugli equilibri, sui rapporti di forza, sugli assessorati. Sulle poltrone. Senza aver raggiunto una stabilità vera. Per tutte queste ragioni la discussione sul bilancio di previsione in consiglio comunale può rappresentare l’autentico bivio della consiliatura. La mancata approvazione del documento contabile porterebbe ad elezioni anticipate. Non prima di un commissariamento del Comune. Ognuno dei 33 consiglieri dovrà assumersi una responsabilità politica netta. Unitamente ai partiti, alle liste civiche, ai gruppi. In un senso o nell’altro. Intendiamoci: tutte le posizioni e le scelte politiche hanno pari dignità. Ma è arrivato il momento di renderle pubbliche. In aula consiliare. Con un sì o con un no. Oppure con un’astensione. Perfino con un’assenza. Comunque dopo la situazione sarebbe più chiara.
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