Comune di Frosinone
14.01.2026 - 08:13
Il “termometro” sarà ancora una volta il numero legale. Le sedute del consiglio comunale sono in programma per domani alle 17 (prima convocazione) e dopodomani alle 19 (seconda “chiama”). I riflettori sono tutti accesi su domani, quando serviranno almeno 17 presenti (su 33). La maggioranza sulla carta conta 18 esponenti. Ma dipenderà tutto dalla... crisi. Che non è superata. Anzi. Per quanto concerne Fratelli d’Italia, per il parlamentare e leader regionale Paolo Trancassini la situazione è chiusa. Nel senso che la restituzione delle deleghe ai due assessori Simona Geralico (cultura) e Alessia Turriziani (servizi sociali) ha “sanato” il vulnus politico che si era aperto con la revoca che il sindaco Riccardo Mastrangeli aveva effettuato al termine della seduta consiliare del trenta dicembre scorso. FdI ha un gruppo di 5 consiglieri ed esprime 2 assessori in giunta. Al vertice del 5 gennaio tra le delegazioni di Fratelli d’Italia e della Lega (presente naturalmente il sindaco Mastrangeli), Trancassini delimitò immediatamente il perimetro: non era una questione di poltrone, ma di sostanza politica. D’altronde lo aveva messo nero su bianco il trentuno dicembre: «Fratelli d’Italia ha una sua dignità e il gruppo che ha partecipato al governo della città non meritava quanto accaduto. La decisione di Mastrangeli risulta ancora più inaccettabile perché, a quanto mi risulta, non vi è stato alcun confronto né con il nostro capogruppo in consiglio comunale né con il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Massimo Ruspandini. Se Mastrangeli ritiene di poter governare da solo, faccia pure. FdI continuerà a difendere con serietà e coerenza il proprio ruolo e i propri rappresentanti, nel rispetto degli elettori e degli accordi politici che stanno alla base dell’unità del centrodestra, valore di fondamentale rilevanza per il nostro partito».
Naturalmente Marco Ferrara e Sergio Crescenzi non l’hanno presa affatto bene e adesso il deputato Aldo Mattia sta cercando di trovare una soluzione. Negli ultimi due giorni ha avuto diversi confronti con esponenti nazionali e regionali del partito. Alla fine però il punto è uno solo: Marco Ferrara e Sergio Crescenzi, qualora l’ipotesi del terzo assessorato a Fratelli d’Italia dovesse tramontare, resterebbero nel partito? Oppure uscirebbero, magari dando vita ad un altro gruppo e rivendicando una rappresentanza in giunta per conto proprio? I numeri della maggioranza restano stretti. La sensazione è che oggi e domani saranno giornate decisive. In ogni caso. In un senso o nell’altro.
Poi c’è la Lista per Frosinone, intenzionata a indicare il nome del secondo assessore a Riccardo Mastrangeli. Un “passaggio” che verrà effettuato tra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana. Alla civica di Scaccia era stato inizialmente chiesto di indicare una donna, perché con due nuovi assessori (e con l’eventualità di un passo indietro di Laura Vicano, che al momento è scongiurato), si sarebbe posto il problema del rispetto delle “quote rosa”. Eventualità che ha messo immediatamente in difficoltà la Lista per Frosinone. Se però non dovesse esserci il terzo assessore di Fratelli d’Italia, allora il gruppo indicherebbe un uomo. Due le opzioni che appaiono in vantaggio: Giuseppe Scaccia e Massimo Renzi, quest’ultimo fratello del consigliere Corrado Renzi. Se invece dovesse tornarsi sull’opzione di una donna, sarebbe necessario raggiungere una sintesi. In ogni caso Antonio Scaccia si confronterà sia con il gruppo consiliare che con l’esecutivo della lista.
Ad ogni modo la crisi politica della maggioranza va avanti ormai da mesi e una soluzione definitiva non è stata ancora trovata.
A dimostrazione delle difficoltà di una coalizione che da anni si è sfaldata. Sono stati 9 i consiglieri eletti in maggioranza che hanno sbattuto la porta (oppure sono stati messi alla porta): 2 sono “rientrati” nelle ultime settimane. Ma il punto non cambia: l’unità non c’è. Da tempo.
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