Il punto
06.01.2024 - 10:52
Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Riccardo Mastrangeli è stufo delle continue fibrillazioni all'interno della maggioranza di centrodestra. Ai fedelissimi ha confermato che andrà avanti con una sola stella polare: il programma amministrativo. Il sindaco è consapevole che sulle misure riguardanti la mobilità urbana e il contrasto all'inquinamento la coalizione corre il rischio di ulteriori spaccature. Ma non arretrerà di un millimetro.
Partita a scacchi
C'è una sfida politica neppure troppo sottintesa: il primo cittadino mette in conto una eventuale mozione di sfiducia. Oppure le dimissioni di massa. Ma la domanda è: chi firmerebbe un atto del genere? In entrambi i casi occorrerebbero 17 firme o voti. Vale a dire la metà più uno dei consiglieri comunali, che in totale sono 33. Gli esponenti delle opposizione sono 11, ma è difficile pensare che possano scegliere una soluzione del genere nel breve periodo. Intanto perché bisognerebbe lavorare sia su un candidato sindaco condiviso che su una eventuale ricucitura dei rapporti. In secondo luogo sfiduciare il sindaco darebbe indubbiamente a Mastrangeli un vantaggio. Sia tattico che strategico. Poi naturalmente c'è l'aspetto dei rapporti tra il sindaco e le minoranze. In aula consiliare è già capitato che ci siano state delle convergenze di tipo amministrativo. Inoltre, è stato registrato più di qualche segnale di apertura tra lo stesso Riccardo Mastrangeli e la Lista Marini, rappresentata dal consigliere Andrea Turriziani e dal coordinatore Francesco Trina. Fra l'altro non mancano le "voci" di una possibile nomina di Trina come assessore in caso di allargamento della maggioranza. Un'opzione che resta sullo sfondo, anche se in questo momento appare difficilmente praticabile. Resta la stanchezza di Riccardo Mastrangeli rispetto a quanto sta accedendo da mesi all'interno della maggioranza di centrodestra.
Le diverse situazioni
Da ottobre l'assetto della coalizione è mutato. A seguito di una verifica di maggioranza avvenuta dopo una seduta consiliare particolarmente effervescente. In quell'occasione si è proceduto alla redazione di una mozione di fiducia nei confronti del sindaco. Questo il testo: «I consiglieri comunali e gli assessori della città di Frosinone, con il presente documento, ribadiscono e confermano la propria assoluta fiducia nei confronti del sindaco Riccardo Mastrangeli, in ottemperanza del mandato espresso dagli elettori e del programma elettorale condiviso da portare a termine per tutto il periodo della consiliatura». In calce al documento sono mancate 4 firme, quelle del presidente dell'aula Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani) e dei consiglieri Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli) e Giovanni Bortone (Lega). Con Massimiliano Tagliaferri la situazione è stata recuperate. Mentre sia ad Anselmo Pizzutelli che a Giovanni Bortone il sindaco Mastrangeli ha deciso di revocare le deleghe, rispettivamente allo Scalo e ai Rapporti con le Università. Va sottolineato che nelle successive sedute di consiglio comunale i tre hanno spesso votato con il centrodestra, ma il tema è politico. E precisamente: fanno ancora parte della maggioranza? Questo punto non è stata chiarito. Quindi ci sono le situazioni derivanti dalle recenti elezioni provinciali. Sia Maurizio Scaccia (Forza Italia) che Sergio Crescenzi (Fratelli d'Italia) hanno mancato l'elezione a consigliere provinciale per un solo voto ponderato. Del tema si continua a discutere in giunta, anche nella seduta di mercoledì scorso. Evidente che potevano essere elaborate delle strategie differenti, che però sono mancate prima. Difficile immaginare cosa può succedere adesso. Per la maggioranza il rischio è che possano mancare dei voti in consiglio comunale. Anche se la modalità della seconda convocazione concede margini di manovra significativi.
Il programma
Riccardo Mastrangeli ha espresso concetti precisi in una recente intervista a Ciociaria Oggi. Intanto sul programma, rilevando: «Abbiamo una visione precisa del capoluogo, che abbiamo rappresentato ai cittadini con il programma della campagna elettorale 2022. In maniera chiara. Un programma sottoscritto da tutti gli eletti nel centrodestra. Nelle liste che mi hanno sostenuto quindi. In quel programma si parla di come salvaguardare la salute dei cittadini (le misure di mobilità urbana). Ho in mente una città più smart, più veloce, più salubre. A misura di bambino ma anche fruibile dagli anziani. "Fin quando ci sarò io" vuol dire che andrò avanti lungo il percorso individuato nel programma. Guardando al futuro delle nuove generazioni. Ci lamentiamo (giustamente) che tanti giovani vanno via. Vogliamo lavorare o no per farli restare a Frosinone? Occorre il coraggio di effettuare i cambiamenti. Anche se impopolari». Quindi, relativamente allo "strappo" di ottobre ha notato: «Lo "strappo" non l'ho fatto io. Intanto vale la pena di ricordare che non hanno firmato una mozione di fiducia nei confronti del sindaco. Ma il punto vero è che c'è un programma sottoscritto da tutti i consiglieri eletti nel centrodestra. In quel programma si parla di pedonalizzazione di piazzale Kambo, di Brt e di piste ciclabili. Se ci sono persone che non si riconoscono più nel patto che hanno sottoscritto con gli elettori, mi consenta: il problema è loro, non mio». Le posizioni sono queste e quindi le distanze appaiono difficilmente colmabili. Nei prossimi mesi si dovranno assumere scelte di una certa rilevanza su temi come il tracciato del Bus Rapid Transit, le piste ciclabili, la riqualificazione di piazzale Kambo. È su queste tematiche che si è aperto il dibattito all'interno della maggioranza la scorsa estate. Fra l'altro contestualmente all'approvazione del bilancio a ranghi compatti: 22 voti su 22. Riccardo Mastrangeli ha sempre sottolineato che si ricandiderebbe a sindaco nel caso di elezioni anticipate. Rimane da capire se il centrodestra si ripresenterebbe in maniera unitaria come nel giugno 2022. E se il centrosinistra, dopo tre sconfitte consecutive, troverebbe le condizioni per una candidatura unitaria. Detto tutto questo, Riccardo Mastrangeli è stanco di come stanno andando le cose nella maggioranza.
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