Anagni/Fiuggi
10.03.2026 - 13:09
Archiviazione per tutti i giovani indagati. Il gip del tribunale frusinate, la dottoressa Ida Logoluso, scrive la parola fine in calce alla vicenda della capretta presa a calci da un gruppo di ragazzi nell’agosto del 2023 in un agriturismo di Anagni.
La prima udienza si tiene a febbraio dello scorso anno: il pubblico ministero, non avendo reperito prove sul fatto che l’animale fosse vivo prima di essere preso a calci e che dunque fosse morto a causa della condotta violenta dei ragazzi, chiede l’archiviazione di tutti gli indagati. Tuttavia, su instanza delle associazioni animaliste, il gip dispone ulteriori indagini proprio per accertare se la capretta fosse viva o già morta. Un supplemento investigativo, condotto anche sulle conversazioni intercorse tra i ragazzi, che non fornisce prove sull’esistenza in vita dell’animale prima di essere preso a calci. I giovani indagati, dal canto loro, hanno sempre sostenuto che la capretta fosse già morta.
“Le ulteriori indagini espletate - scrive il gip - non hanno permesso di stabilire con certezza se l’animale fosse vivo al momento dell’accanimento nei suoi confronti da parte degli indagati”.
Cadono così le accuse di uccisione di animali e di istigazione a delinquere formulate all’inizio del procedimento. Per questo, sciogliendo la riserva assunta nell’udienza dello scorso 11 febbraio, la dottoressa Logoluso ha accolto la seconda richiesta di archiviazione presentata dal pm, chiudendo definitivamente il caso.
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