Obiettivo salute
13.02.2026 - 13:20
La dottoressa Tiziana Cimino, farmacista
La farmacia ha vissuto negli anni una progressiva evoluzione, affermandosi sempre di più come presidio sanitario di prossimità. Oggi, con l’adozione della telemedicina nell’ambito della “farmacia dei servizi”, attivata dalla Regione Lazio, tale funzione si è consolidata, integrando concretamente queste realtà nel Servizio sanitario nazionale. Un provvedimento che per i cittadini può rappresentare non soltanto una facilitazione nell’accesso alle prestazioni, ma, spesso, la risposta a una necessità, soprattutto nei piccoli comuni lontani dai grandi centri. Una realtà particolarmente diffusa in provincia di Frosinone, dove la maggior parte dei 91 comuni è costituita da centri di dimensioni ridotte. Un esempio di risposta a tali esigenze è la farmacia di Rocca d’Arce, dove la dottoressa Tiziana Cimino è diventata un punto di riferimento importante per i pazienti, offrendo servizi essenziali e riducendo le distanze tra cittadino e assistenza specialistica. L’abbiamo intervistata.
Dottoressa Cimino, cosa si intende per “farmacia dei servizi”?
«La farmacia dei servizi è un ampliamento delle prestazioni che fino a poco tempo fa erano dispensate soltanto dalle Asl. Parliamo di holter cardiaci, pressori, elettrocardiogramma con il responso in venti minuti, ma anche spirometria e screening per il cancro del colon retto. Tutti servizi che ora si possono effettuare anche in farmacia».
Che impatto sta avendo questa nuova tipologia di assistenza?
«Si è rivelato da subito un servizio fondamentale. Da noi a Rocca d’Arce, un territorio che ha accesso limitato alle strutture, abbiamo già avuto due casi di un infarto in corso. Abbiamo subito chiamato l’ambulanza e, in questo modo, è stato possibile mettere in atto un intervento tempestivo. E questo tipo di servizio serve proprio a questo, perché senza la possibilità di un accesso veloce a queste prestazioni, queste persone avrebbero rischiato la vita».
L’attivazione della convenzione con il Servizio sanitario nazionale ha suscitato qualche dubbio...
«Sì, inizialmente qualcuno ha sollevato dubbi, accusando la “lobby delle farmacie”. Ma, per fare chiarezza, basta pensare che un elettrocardiogramma che normalmente costerebbe 25 euro, a noi viene rimborsato per metà dal Servizio sanitario. È quindi un servizio che offriamo alla comunità non per lucro, ma per garantire ai cittadini un accesso più facile e veloce a prestazioni essenziali».
In questo modo pensa venga alleggerita anche la pressione su ospedali e ambulatori?
«Assolutamente sì, perché noi ogni giorno abbiamo richieste dipersone che hanno tentato un accesso con l’Asl ma hanno riscontrato un’attesa molto lunga. Offrendo questi servizi, quindi, accorciamo molto le liste e diamo la possibilità ai cittadini di sottoporsi in tempi rapidi a esami che hanno una certa urgenza di essere eseguiti per avere accesso alle cure».
I cittadini sono informati sulle opportunità offerte dalla farmacia dei servizi o c’è ancora poca consapevolezza?
«Non è stata particolarmente pubblicizzata, ma la consapevolezza tra i cittadini sta crescendo. Forse a livello nazionale si sta diffondendo di più la conoscenza della possibilità di usufruire anche di questi servizi in farmacia».
C’è stato un aumento delle richieste di consulenza sanitaria?
«Sì, c’è stato sicuramente un aumento delle richieste perché noi ci appoggiamo a dei centri di cardiologia accreditati. Ma anche i cardiologi stessi mandano i loro pazienti da noi in farmacia per effetture gli esami».
Quanto conta la fiducia nel rapporto tra paziente e farmacista?
«Conta tantissimo ed è un valore aggiunto per il paziente e i familiari. A livello empatico vale tantissimo una parola in più, essere accolti con il sorriso, essere tranquillizzati. Sentirsi seguiti per loro vale tanto. Poi ci sono anche persone impossibilitate a uscire da casa e noi effettuiamo anche il se il servizio a domicilio, andando, per esempio, ad applicare l’holter cardiaco o pressorio a casa del paziente, in modo che anche chi non ha la possibilità di recarsi in farmacia ne possa usufruire. E anche in questo caso si riescono a evitare attese molto lunghe».
Avete un ruolo anche nella gestione delle malattie croniche?
«Per quanto riguarda la gestione delle terapie croniche, al momento non rientriamo formalmente nel programma. Abbiamo presentato domanda, ma non siamo stati selezionati. Questo però non ci impedisce di prestare attenzione ai pazienti cronici che seguiamo abitualmente. Con quelli più fidelizzati, ad esempio, è più facile accorgersi di eventuali discrepanze nelle terapie e intervenire per chiarire o indirizzare. Anche se al momento non abbiamo un accreditamento specifico da parte della Asl, il rapporto di fiducia che si crea nel tempo tra farmacista e paziente permette comunque di offrire un supporto concreto nella gestione quotidiana delle cure».
Avete riscontrato difficoltà nell’implementazione dei servizi?
«Noi già eravamo pronti. In questo senso siamo stati un po’ all’avanguardia. Io sono diventata titolare della farmacia di Rocca d’Arce cinque anni fa e abbiamo subito capito che c’era una particolare esigenza di ampliamento della nostra professionalità nell’ambito dei servizi. Quindi noi siamo stati tra i primi in zona a fare questa cosa. Abbiamo messo a disposizione un locale dedicato, attrezzato per svolgere le prestazioni in modo adeguato e garantire il massimo comfort ai pazienti. In questi spazi effettuiamo vaccinazioni ed esami come l’elettrocardiogramma, a cui accedono anche molti bambini, per esempio per le certificazioni sportive».
Che tipo di impegno ha richiesto la riorganizzazione dei servizi?
«Considerata la carenza di strutture sul territorio, abbiamo scelto di investire per offrire un punto di riferimento alla comunità. Si tratta di un impegno significativo, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo professionale, ma riteniamo sia fondamentale per rispondere ai bisogni della popolazione. Nei piccoli comuni la rapidità di accesso alle prestazioni fa spesso la differenza. In alcuni paesi, per esempio, l’unico presidio è il Pat e molti pazienti vengono indirizzati a Frosinone, con un inevitabile allungamento dei tempi. Avere un servizio sul territorio significa invece intervenire subito. Nel caso di accertamenti cardiologici, se emergono anomalie, si contatta immediatamente lo specialista e si può avviare tempestivamente il percorso terapeutico. La velocità di intervento, in questi casi, è un fattore decisivo»
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