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Il lutto

È morto il maestro Beppe Vessicchio: lo storico direttore d'orchestra aveva 69 anni

Il maestro era ricoverato all'ospedale San Camillo di Roma per una polmonite interstiziale. Negli anni coltivò anche un legame con la Ciociaria

È morto il Maestro Beppe Vessicchio: lo storico direttore d'orchestra di Sanremo aveva 69 anni

Lutto nel mondo della musica italiana. Lo storico volto di Sanremo, il maestro Beppe Vessicchio, è morto nel pomeriggio di oggi all'età di 69 anni. È venuto a mancare all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove era ricoverato nel reparto di rianimazione a seguito di una complicazione improvvisa legata a una polmonite interstiziale. Il suo sorriso rassicurante, racchiuso nei gesti e nella sua pacatezza, ha accompagnato per anni la nostre serate durante il Festival di Sanremo diventando un volto ormai familiare nelle case degli italiani. Nato a Napoli, la sua musica lo ha spinto a dirigere orchestre in tutto il mondo, passando dal Cremlino di Mosca al Teatro Smeraldo di Milano dove ha inciso nel 2007 il primo album dal vivo di Mario Biondi. 

Direttore artistico dello Zecchino d'Oro, protagonista di "Trenta ore per la vita". Dagli esordi con Nino Buoncore fino alle canzoni più celebri di Bennato e Peppino Di Capri. Ma anche con Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni, Fiordaliso, Zucchero, Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Ron, Syria, Ivana Spagna e molti altri. Fu vincitore di quattro Festival di Sanremo come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel, nel 2003 con Alexia, nel 2010 con Valerio Scanu e nel 2011 con Roberto Vecchioni. 

I suoi funerali, come richiesto dalla famiglia, si svolgeranno in forma strettamente privata. 

Il legame con la Ciociaria 

Negli anni e tra le diverse collaborazioni, Beppe Vessicchio ha intrecciato anche una speciale connessione con la Ciociaria. Nel 2019, il maestro è stato presidente e figura di spicco della giuria nella serata della finale del Festival nazionale dei conservatori italiani di Frosinone, andando a premiare i giovani talenti e ricordando loro l’importanza della passione per questa disciplina che negli anni lo ha spinto anche ad abbandonare gli studi di architettura. «I due linguaggi restano collegati», ricordava spesso. Anche se la musica ha avuto la meglio.

Tre anni dopo il Festival dei Conservatori, Vessicchio è stato l’ospite d’eccezione al Festival internazionale Severino Gazzelloni di Roccasecca: in quell’occasione è stato insignito di un premio alla carriera per la sua particolare attenzione alla musica classica. Nel corso della cerimonia è stato ricordato come «un esempio di comunicazione musicale e di sensibilità popolare», e la sua personalità più volte accostata al celebre flautista ciociaro Gazzelloni.

Un ponte tra due generazioni: oltre a diversi eventi, Vessicchio vanta in carriera numerose collaborazioni anche con molti e giovani artisti del nostro territorio. Tra questi, una menzione particolare la merita senz’altro Marco Attura, direttore d’orchestra e originario di Acuto, che più volte è stato al suo fianco nelle direzioni artistiche: la più importante, forse, sul palco dell’Ariston nel 2022 con le Vibrazioni, e Vessicchio ad accompagnare l’esibizione al pianoforte sulle note di “Live and let die” di Linda e Paul McCartney nella serata delle cover.
Nel 2017, invece, Vessicchio ha collaborato anche con la sorana Anna Tatangelo in alcune trasmissioni televisive.
La sua musica ci ha accompagnato, così come lui ha accompagnato la musica per mano e viceversa. Negli anni lo ha imparato, perché «è una disciplina che riesce a far dialogare le nostre cellule». Addio, Beppe.

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