Politica
25.04.2026 - 12:00
Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo del circolo cittadino del Partito Democratico. Inutile dire che il tema principale del confronto è stato quello delle alleanze in vista delle comunali di giugno 2027. Tra meno di quindici mesi. E inutile aggiungere che tutti sono in attesa di capire cosa verrà fuori dopo il confronto tra le delegazioni dei Democrat e dei Socialisti, in programma la prossima settimana. La questione è nota. Il Psi ha già individuato il candidato sindaco (Vincenzo Iacovissi, vicesegretario nazionale e capogruppo al Comune capoluogo) e la coalizione, la Frosinone di Domani, composta da quattro liste: Socialisti, Frosinone Aperta, Provincia in Comune, Area Vasta.
L’idea di una ricomposizione del centrosinistra è sul tavolo, ma bisognerà capire quali saranno le strategie e le determinazioni del Partito Democratico. Il segretario Stefano Pizzutelli sta valutando ogni dettaglio. Naturalmente i fattori sono tanti e diversi. A giugno 2027 si voterà in 4 capoluoghi di provincia su 5 nel Lazio: Roma, Frosinone, Viterbo, Rieti. Pochi mesi dopo (in autunno) ci saranno le politiche, che potrebbero però anche essere anticipate. Quindi, a febbraio 2028, alle urne per la Regione Lazio. Insomma, c’è una situazione obiettiva che dovrebbe spingere le coalizioni (sia il centrodestra che il centrosinistra) all’unità ad ogni livello. Ma c’è anche una dimensione locale. Nei Dem il gruppo consiliare vuole dire la sua. Parliamo di Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi. Quest’ultimo al congresso provinciale aveva rilevato: «Questo partito ha ancora la dignità e la capacità di offrire una speranza e di dare un’aspettativa a Frosinone? Chiedo a questo gruppo dirigente provinciale e regionale se ritiene che il Pd, primo partito a Frosinone, abbia figure di donne e uomini da proporre come candidati a sindaco. Una proposta di candidatura a sindaco da portare al tavolo delle trattative con le altre forze interessate per confrontarci tutti attorno ad un tavolo. Lo chiedo qui e adesso. Ho ascoltato attentamente l’intervento di Schietroma. Ha detto “noi ci siamo avvantaggiati”, ma cosa significa? Non funziona così da nessuna parte. E non può funzionare così neppure a Frosinone. Non c’è uno che si avvantaggia e uno che corre dietro».
C’è quindi la posizione di Angelo Pizzutelli, costantemente primo o secondo dei più votati come consigliere. In diverse occasiono il suo nome è stato in pole position per la candidatura a sindaco. Poi però ha effettuato dei passi di lato per favorire altre designazioni. Sia nel 2017 che nel 2022. Quanto a Fabrizio Cristofari, il presidente dell’ordine dei medici ha un peso specifico assai rilevante. Inevitabilmente il Pd dovrà porsi la domanda di mettere in campo una lista forte e competitiva. La domanda è: Norberto Venturi resterebbe qualora il partito non esprimesse il candidato sindaco? Non è affatto scontato. Così come da settimane ci sono dei “boatos” che non escludono che Angelo Pizzutelli possa effettuare altre scelte. Perfino quella di una “sua” lista civica. Vero che non ci sono conferme, ma come potrebbero esserci in questa fase?
Bisognerà fare i conti con 4 “variabili” di non poco conto. Intanto Domenico Marzi: il due volte sindaco di Frosinone è da tempo lontano anni luce dal Pd. Ha auspicato una larga dimensione civica. Poi c’è un altro ex sindaco, Michele Marini. La “civica” di riferimento da qualche mese non è più rappresentata in aula, da quando Andrea Turriziani ha aderito al Polo Civico. Ma la Lista Marini alle elezioni ci sarà. Da definire dove e con quali alleanze. C’è altresì Mauro Vicano, già candidato sindaco nel 2022. Al ballottaggio raggiunse un accordo con Riccardo Mastrangeli e ha avuto una rappresentanza in giunta fino a pochi mesi fa. Quando il primo cittadino ha definito altri assetti dopo il rimpasto di giunta. Pure Vicano sta ragionando sul da farsi. Infine, Anselmo Pizzutelli: soprattutto nel quartiere Scalo in tanti scommettono sulla sua candidatura a sindaco alla guida di una “galassia civica”. Ci può stare. Eletto nella Lista Mastrangeli (della quale fa ancora parte come capogruppo), è l’oppositore più intransigente dell’attuale Amministrazione.
Sul versante del centrodestra, Riccardo Mastrangeli conta di ripartire dall’attuale maggioranza che lo sostiene. Il problema riguarda la frattura con Forza Italia. Mai ricomposta in due anni. Anzi, si è perfino allargata. Pure questa è una variabile.
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