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L'editoriale

Emergenza sicurezza tra percezione e realtà

Il tema sarà tra quelli dominanti nella prossima campagna elettorale a Frosinone

Stretta sulla sicurezza: due Daspo Willy e 14 fogli di via

Il tema della sicurezza sarà tra quelli dominanti nella prossima campagna elettorale per l’elezione del sindaco a Frosinone. Non passa giorno che la polemica non si riaccenda anche sui social, soprattutto sul quartiere Scalo. Negli ultimi giorni, però, l’attenzione è stata tutta catalizzata dalla vicenda della decapitazione delle statue di Padre Pio, nella parte alta della città e della Madonna di Lourdes, in via Madonna delle Rose, in periferia. In questi ultimi casi si spera che le centinaia di telecamere installate possano aiutare a individuare i vandali. Ne è convinto anche il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, che ieri si è fatto fotografare davanti all’edicola votiva vuota della Madonna decapitata, assumendo un impegno: «La nostra Madonnina tornerà. Tornerà più bella di prima. E siamo fiduciosi che il sistema di videosorveglianza comunale saprà fare, anche stavolta, la sua parte». Ma, insomma, esiste o no un’emergenza sicurezza a Frosinone, in particolare nel quartiere Scalo? Secondo il primo cittadino no: «Lo dicono i dati», ha ribadito più volte. Non tutti, però, la pensano così: «Certo, le denunce diminuiscono - dicono - ma solo perché molta gente non ha più fiducia».

E raccontano di una zona che, di sera, diventa una terra di nessuno, dove è la paura a farla da padrona. Le risse, sostengono, sarebbero continue. Mastrangeli, però, tira dritto e si allinea alla posizione del questore Caruso: «Le fake news minano la percezione di sicurezza – ha spiegato qualche giorno fa alla Festa della polizia – Una fake news su fatti accaduti a Milano, ha effetti negativi anche Frosinone. Il senso di sicurezza percepita può divergere dai dati reali».

Intanto, a Sora, il clima si è fatto più teso dopo che, l’altra notte, è stata incendiata l’auto dell’avvocato Giuliana Pagnanelli. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati è intervenuto subito parlando di «un atto intimidatorio correlato allo svolgimento del proprio mandato professionale». I carabinieri, ringraziati pubblicamente dal legale, stanno indagando a tutto campo. E lei, nel ringraziare per la solidarietà ricevuta, ha lanciato anche una frecciata: «Le istituzioni tutte, per prime, diano esempio di fermezza, rigore e condanna. Mi rattrista che, proprio quelle di prossimità, abbiano mostrato una certa timidezza. Per usare un eufemismo. Mi chiedo e vi chiedo il perché. Di nuovo grazie». Il messaggio è chiaro: «Per vincere la battaglia sulla sicurezza bisogna essere uniti». Come Mastrangeli, anche il primo cittadino di Cassino, Enzo Salera, parla di una città ormai blindata sul fronte della sicurezza. Dall’opposizione, però, arrivano valutazioni diverse. Di certo, nel 2025 l’emergenza c’era: dopo attentati e scontri tra bande per lo spaccio, ci fu un anche un vertice tra il ministro Piantedosi e il procuratore di Cassino Fucci.

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