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Frosinone

I due centri storici e la fuga dalla città

A Frosinone cercasi centro storico permanente. Il motivo? Semplice: perché attualmente ve ne sono almeno due.

I due centri storici e la fuga dalla città

A Frosinone cercasi centro storico permanente. Il motivo? Semplice: perché attualmente ve ne sono almeno due.

Il primo è quello “dentro le Porte” che va da Porta Campagiorni con via Angeloni e via Garibaldi, per sfociare a Porta Romana. Poi c’è il secondo centro storico, “esterno alle porte”, sintetizzabile nel tragitto che da Corso della Repubblica culmina nella nuova piazza Turriziani. Non è una questione di lana caprina perché la prospettiva cambia di molto a seconda di cosa si parli.
Al centro “esterno”’ si riferiva sicuramente l’assessora Rossella Testa quando ha dichiarato trionfale: «Vedere i dati che parlano di un più 100% di compravendite e di quotazioni in costante ascesa non è solo una soddisfazione amministrativa: è la prova certificata che il centro storico è tornato ad essere un luogo dove la gente vuole investire, dove le giovani coppie vogliono mettere su casa». A darle man forte poi è arrivato il sindaco Riccardo Mastrangeli esultando per il boom di richieste (quaranta) per affittare le 17 arcate dei nuovi Piloni di via De Gasperi. Anche perché, per gli amministratori, si è finalmente ricreata la skyline classica della città, testimoniata da tante cartoline d’epoca con arcate, piazza Turriziani e campanile sullo sfondo. Tutto bene dunque?
Niente affatto perché dietro e dentro quello splendido panorama rischia di non esserci più nulla, così come denunciano da tempo i dissidenti in Consiglio e alcuni residenti: quelli, cioè, del centro storico “dentro le porte”.
Basta farsi una semplice passeggiata per rendersene conto: da incubo la sfilza di saracinesche abbassate in via Angeloni e via Garibaldi. Per non parlare della terra di nessuno in cui si trasforma quel percorso di notte.
Di sicuro i due centri sono distanti e divisi e l’obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di riavvicinarli per rilanciare veramente il capoluogo. Ma, al di là delle polemiche, la vera questione su cui si dovranno confrontare tra un anno gli aspiranti sindaci sarà questa: la fuga di abitanti da Frosinone che nessuno sembra saper arrestare. Più di vent’anni fa il capoluogo aveva sfiorato quota 49.000 e aspirava a tagliare il traguardo dei 50.000 nel giro di poco tempo. Ora, a novembre scorso, si è scesi sotto quota 43.000, con circa seimila residenti persi in 20 anni: dato negativo che riguarda sia le amministrazioni di centrosinistra che quelle di centrodestra. Frosinone non è considerata così appetibile. E allora perché si continua a costruire a più non posso? Si attendono risposte.

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