Frosinone
26.02.2026 - 09:00
Appalto rifiuti, oggi la stazione unica appaltante della Provincia avrà un incontro con i tecnici e l’avvocatura comunale.
Il Comune, con una nota, ha voluto rassicurare sul fatto che non ci saranno ulteriori costi per l’amministrazione, qualunque sia l’esito della decisione della stazione appaltante. Tuttavia, a leggere i numeri riportati nella sentenza del Consiglio di Stato, i dubbi permangono. Le cifre emerse in questioni giorni si aggirano sui due milioni di euro di differenza per l’intero appalto.
La prima questione è il possibile subentro della Sangalli al posto della Super Eco. In tal caso i termini dell’offerta sarebbero diversi (il Consiglio di Stato ha stimato una perdita di 459.575,23 euro nell’offerta della Super Eco). Inoltre, la Sangalli potrebbe chiedere il risarcimento danni per il periodo nel quale non ha svolto il servizio per un ammontare che - normalmente - si aggira intorno al 15% dell’utile che avrebbe avuto. Anche se poi le parti potrebbero provare a raggiungere una transazione.
Il prezzo offerto dalla Super Eco per i servizi base - scrivono i giudici amministrativi - è di 15.116.82,87 euro, tenuto conto del ribasso del 17,201%. Un ribasso nettamente superiore a tutti gli altri partecipanti alla gara, che hanno offerto una media del 3,44% (e del 3,690% della Sangalli) con «conseguente anomalia dell’offerta».
Inoltre alla Super Eco il Consiglio di Stato ha contestato che i ricavi indicati siano riferiti anche ai servizi complementari. L’offerta prevede un utile di impresa di 1.052.11,07 euro, «pari al 6,3% dell’importo offerto e del 2,6% del valore del’appalto complessivo offerto. Tuttavia, nell’elenco dei servizi indicati in offerta tecnica non compaiono i servizi complementari opzionali». Il Consiglio di Stato ritiene a questo punto «fondato l’assunto» della Sangalli secondo cui l’offerta della Super Eco «sarebbe relativa solo ai servizi base, mentre, nel considerare i ricavi, avrebbe incluso anche gli eventuali servizi complementari». Da qui la perdita stimata in 459.527,23 euro.
Altra censura accolta dal collegio è riferita alla campagna di comunicazione. Sul punto il Consiglio di Stato osserva che «lo scostamento tra l’importo annuo offerto dalla Super Eco (12.000 euro) e quello medio annuo stimato dal capitolato (60.321,82 euro) è oggettivamente significativo e privo di adeguata, puntuale e specifica giustificazione».
Il terzo punto accolto del ricorso è sul costo della manodopera. Super Eco prevede per i quattro anni più i due e mezzo di proroga un costo totale di 23.181.647,86 euro. La Sangalli ha eccepito che non è stato considerato il nuovo contratto nazionale Fise Assoambiente, sopravvenuto alla presentazione dell’offerta, con «una differenza economica di -187.690,28 euro, pari a -1.219.987,46 per i 6,5 anni». Per il Tar la censura era infondata, ma il Consiglio di Stato è stato di parere opposto. La stazione appaltante avrebbe dovuto tener conto «anche dei nuovi livelli retributivi previsti e verificare se l’offerta economica dell’impresa individuata come possibile aggiudicataria sia in grado di sostenere anche i nuovi costi».
Sulla questione dei possibili costi legati all’evoluzione della controversia, interviene anche il consigliere comunale Angelo Pizzutelli. Che dichiara: «Il Comune dice che sarà a costo zero. L’auspicio è questo. Ma nel caso non sia così, le ricadute economiche sulle casse comunali e sulle tasche dei cittadini sarebbero pesantissime. Con effetti economici dirompenti. Non è in dubbio l’operato dell’ente, ma la situazione va tenuta sotto controllo e gestita con la massima cautela».
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