Dovrebbe essere montata questa mattina dai volontari della Protezione civile presso il Pronto soccorso dell'ospedale di Frosinone, condizioni atmosferiche permettendo, la tenda pre-triage riservata ai casi sospetti di Coronavirus. Come è avvenuto in numerosi nosocomi italiani, la tenda è in realtà una tensostruttura isolante, che ovviamente serve a limitare i rischi di contagio e a fronteggiare il maggiore afflusso di pazienti nei punti di Pronto soccorso. Infatti, la separazione dei due percorsi facilita l'attività del personale sanitario, abbreviando i tempi necessari alla presa in carico dei casi sospetti.

Come è noto, le tende per il triage infettivologico rientrano nelle disposizioni dell'Unità di crisi della Protezione civile e servono ad accogliere soltanto le persone con sintomi sospetti, vale a dire tosse, febbre, difficoltà respiratorie. Tutti gli altri, invece, vengono accolti nel triage ordinario.

Un'altra disposizione da tenere presente riguarda i paziente trasportati al'ospedale in ambulanza con sanitari a bordo. Questi non devono raggiungere la tenda in quanto il triage, secondo le attuali prescrizioni, è già stato effettuato sul mezzo. Pertanto l'ambulanza in urgenza si reca come da prassi, in "camera calda," e segue i percorsi in uso. Al contrario, coloro che giungono con l'ambulanza senza sanitari a bordo vengono condotti alla tenda. Infine, chi arriverà al Pronto soccorso con i propri mezzi, verrà indirizzato dagli appositi cartelli sempre verso la tensostruttura pre-triage.

UNA CIOCIARA BLOCCATA A TENERIFE
Ha lanciato un accorato appello sui social Lorenza Frasca, originaria di Alatri (abitava nella  zona di Bitta), ma da anni residente a Roma. La donna, insieme al marito e alle sue bambine di 21 mesi e 5 anni, aveva scelto la Spagna, in particolare le Isole Canarie, per una vacanza. Nell'albergo di Tenerife che dallo scorso 22 febbraio la ospita insieme ai familiari, cinque turisti sono stati trovati positivi al Coronavirus. Una scoperta che ha fatto scattare la quarantena nella struttura alberghiera.

Dal 24 febbraio, però, Lorenza Frasca e la sua famiglia, per i quali non è stata riscontrata la positività all'infezione, sono praticamente segregati in camera. «Non ci fanno uscire dall'albergo da una settimana - ha postato in un videomessaggio la signora - Le mie bambine ormai hanno gli incubi». Una situazione sicuramente critica, che dovrebbe essere risolta opportunamente dalle autorità sanitarie spagnole.