Era tornata da pochi giorni a Frosinone da un viaggio in Cina la giovane asiatica - pare abbia poco più di venti anni - che questa mattina è stata trasferita dall'ospedale "Spaziani" del Capoluogo allo Spallanzani di Roma, vera trincea in questa fase di guerra al virus cinese.

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La giovane, avendo accusato febbre alta ed altri sintomi del tutto corrispondenti a quelli del coronavirus (ma anche a quelli della comune influenza stagionale), ha chiesto l'intervento di un'ambulanza del 118. Il mezzo di soccorso, con il personale debitamente attrezzato, l'ha prelevata nella sua abitazione, situata nella parte alta della città, e l'ha subito portata al reparto malattie infettive dell'ospedale "Spaziani". Da qui, dopo i primi controlli, è stato deciso l'immediato trasferimento allo Spallanzani di Roma, dove la ragazza è arrivata da alcune ore e dove la stanno sottoponendo a tutti gli accertamenti del caso al fine di verificare da cosa è realmente affetta.

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I test sono in parte in corso e in parte da eseguire, per cui nelle prossime ore si saprà se la giovane cinese è affetta dal coronavirus o da semplice influenza. Sul caso c'è la massima attenzione sia da parte della Asl di Frosinone sia da parte della Regione Lazio che ha annunciato a breve una nota stampa sulla vicenda. 

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La notizia è di poco fa ed ha immediatamente generato paura fra la popolazione non appena si è diffusa in città. Questa mattina, infatti, un'ambulanza del 118, con il personale debitamente attrezzato, ha prelevato una ragazza cinese con febbre alta nella parte alta di Frosinone.

Una volta giunta all'ospedale Spaziani, al reparto malattie infettive, è scattato il protocollo di sicurezza e, in via precauzionale essendo i sintomi uguali a quelli del coronavirus, l'ambulanza si sta ora dirigendo allo Spallanzani di Roma. 

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Qui i medici dovranno verificare lo stato di salute della ragazza: solo gli esami, infatti, potranno chiarire sulla natura dello stato febbrile e, soprattutto, se si tratta o meno di coronavirus. Il caso è stato comunque definito come "sospetto" e dunque la soglia di attenzione e allerta è molto alta. 

di: La Redazione

Coronavirus, la psicosi arriva anche in Ciociaria.Dopo i casi dei conservatori di Como e Roma con il primo che ha invitato gli studenti al ritorno dal viaggio in Cina per il capodanno cinese ad astenersi dal presentarsi a lezione per 14 giorni e il secondo che ha disposto la sospensione delle lezioni per gli studenti orientali e una visita per gli studenti, la psicosi è scattata a Ceccano. Un bimbo che frequenta le elementari al ritorno della Cina (ma non da Wuhan) non è tornato in classe. Nonostante stia bene, le altre mamme sono andate a lamentarsi con la dirigente scolastica, minacciando di tenere a casa i loro figli se l'altro avesse frequentato le lezioni.

Situazione decisamente più tranquilla invece all'Accademia di belle arti di Frosinone, frequentata da oltre duecento cinesi. Questo perché la decina di studenti che ha scelto di rientrare in Patria per festeggiare il capodanno cinese è bloccata e non può ripartire. Alcuni si trovano anche Wuhan, la zona da dove si è sviluppato il contagio, ma stanno tutti bene, nessuno ha la febbre. Gli altri, ovvero quelli che non sono tornati in Cina, possono tranquillamente continuare a frequentare.

Una decisione tipo quelle dei conservatori di Como e Roma è stata ritenuta dai vertici dell'accademia esagerata: «Mi sembra discriminante dire statevene a casa», dice la direttrice Loredana Rea. Ogni decisione, comunque, sarà assunta in contattato con lo Spallanzani e l'Asl di Frosinone. Nel frattempo il Comune di Frosinone e il Frosinone calcio hanno disdetto il viaggio in Cina per il gemellaggio con Fushan. La delegazione era composta da 6/7 persone tra cui il segretario generale Angelo Scimè e l'assessore Riccardo Mastrangeli. Sarebbe dovuta partire inizialmente il 19 gennaio, poi per un intoppo il viaggio era slittato al 9 febbraio.

Anche ad Alatri c'è una folta presenza di studenti cinesi grazie al progetto dell'associazione "Gottifredo". «Monitoriamo attentamente la situazione, i nostri studenti comunque arrivano da zone molto lontane dalla regione da cui è partito il Coronavirus e sono in Italia da novembre. Non c'è quindi da preoccuparsi », tranquillizza il presidente Tarcisio Tarquini. 

di: Raffaele Calcabrina