Coronavirus, la psicosi arriva anche in Ciociaria.Dopo i casi dei conservatori di Como e Roma con il primo che ha invitato gli studenti al ritorno dal viaggio in Cina per il capodanno cinese ad astenersi dal presentarsi a lezione per 14 giorni e il secondo che ha disposto la sospensione delle lezioni per gli studenti orientali e una visita per gli studenti, la psicosi è scattata a Ceccano. Un bimbo che frequenta le elementari al ritorno della Cina (ma non da Wuhan) non è tornato in classe. Nonostante stia bene, le altre mamme sono andate a lamentarsi con la dirigente scolastica, minacciando di tenere a casa i loro figli se l'altro avesse frequentato le lezioni.

Situazione decisamente più tranquilla invece all'Accademia di belle arti di Frosinone, frequentata da oltre duecento cinesi. Questo perché la decina di studenti che ha scelto di rientrare in Patria per festeggiare il capodanno cinese è bloccata e non può ripartire. Alcuni si trovano anche Wuhan, la zona da dove si è sviluppato il contagio, ma stanno tutti bene, nessuno ha la febbre. Gli altri, ovvero quelli che non sono tornati in Cina, possono tranquillamente continuare a frequentare.

Una decisione tipo quelle dei conservatori di Como e Roma è stata ritenuta dai vertici dell'accademia esagerata: «Mi sembra discriminante dire statevene a casa», dice la direttrice Loredana Rea. Ogni decisione, comunque, sarà assunta in contattato con lo Spallanzani e l'Asl di Frosinone. Nel frattempo il Comune di Frosinone e il Frosinone calcio hanno disdetto il viaggio in Cina per il gemellaggio con Fushan. La delegazione era composta da 6/7 persone tra cui il segretario generale Angelo Scimè e l'assessore Riccardo Mastrangeli. Sarebbe dovuta partire inizialmente il 19 gennaio, poi per un intoppo il viaggio era slittato al 9 febbraio.

Anche ad Alatri c'è una folta presenza di studenti cinesi grazie al progetto dell'associazione "Gottifredo". «Monitoriamo attentamente la situazione, i nostri studenti comunque arrivano da zone molto lontane dalla regione da cui è partito il Coronavirus e sono in Italia da novembre. Non c'è quindi da preoccuparsi », tranquillizza il presidente Tarcisio Tarquini.