Il Coronavirus fa paura. Dopo i recenti accadimenti, dalla cronaca internazionale alla nazionale, passando per quella locale, la 'malattia' arrivata dalla Cina ha alzato un grosso polverone, sollevato mille dubbi e soprattutto generato una psicosi collettiva. Le ripercussioni si fanno sentire anche in Ciociaria e pesano inevitabilmente sul tessuto economico del territorio. Ripercussioni amplificate soprattutto dal caso sospetto a Frosinone, dove una ragazza cinese con la febbre alta è stata dapprima trasferita in ambulanza allo Spaziani, per poi essere stata portata allo Spallanzani di Roma (PER LEGGERE CLICCA QUI) circa un'ora fa per gli accertamenti del caso.

Nelle farmacie della provincia sono andati a ruba articoli da prevenzione, come mascherine, antipiretici, antibiotici. Dagli stessi esercizi ci raccontano di molteplici telefonate da genitori preoccupati (A SCUOLA SALE LA PSICOSI, PER LEGGERE CLICCA QUI) che chiedono informazioni e notizie sulla pericolosità e il sistema di contagio di questo virus che ha causato una vera e propria epidemia nella città cinese di Wuhan, da cui il nome 'polmonite di Wuhan'. Il forte timore di una sua diffusione anche in terra ciociara non solo ha comportato dunque l'assalto alle farmacie ma anche un drastico calo nella frequentazione di ristoranti tipici cinesi e di negozi, gestiti dagli stessi. Se fino a qualche settimana fa l'all you can it era la pausa pranzo o la cena preferita da tantissimi amanti di sapori orientali, adesso queste attività sono perlopiù vuote, come testimoniano gli stessi titolari.

Discorso identico per gli shop, in cui era prassi andare perché ci si trova "un po' di tutto e a prezzi modici", come asseriscono in tanti. Adesso, in quei corridoi ricchi di ogni tipo di merce, dal vestiario al cavetto usb, dalla bigiotteria alla carta per i regali, non cammina freneticamente quasi più nessuno. Quello che troppo spesso viene dimenticato, però, e che è importante sottolineare ancora una volta, è che il Coronavirus si trasmette solo da un soggetto già contagiato e non da oggetti importati. Così come pure i ristoratori raccontano di acquistare gli alimenti per la preparazione dei loro piatti qui in Italia. A risentirne anche il 'mercato nero' della prostituzione, con un netto calo di 'clienti' per le ragazze orientali. E così, mentre il grado di allerta sale, spesso scende la razionale consapevolezza nel fare dei distinguo. "Stare attenti, ma non diventare fobici" (LE DIECI COSE DA FARE PER PROTEGGERSI, PER LEGGERE CLICCA QUI), è il messaggio non solo di coloro che hanno perso clientela e guadagni, ma il consiglio anche di chi lavora in ambito sanitario. Intanto il governo, poco fa, ha dichiarato lo stato d'emergenza.