Violenza sessuale all'interno della delegazione Scalo del Comune di Frosinone. Sarà processato per violenza sessuale e concussione il dipendente comunale di 64 anni, accusato da una donna di 40 anni, di nazionalità romena. Il processo a carico dell'uomo si aprirà nel mese di aprile, come deciso dal gup del tribunale di Frosinone. La donna, in previsione della prima udienza, si costituirà parte civile.

L'episodio, stando alle accuse, è risalente al febbraio del 2015. Ma la vicenda era venuta alla luce solo nel giugno del 2016 quando, dopo gli accertamenti condotti dai carabinieri della stazione Scalo, all'uomo era stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari. L'impiegato, dal canto suo, ha sempre respinto ogni accusa. Aveva fatto riferimento a dicerie ed evidenziato il fatto che, all'inizio, lei non aveva voluto denunciare quanto accaduto.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Di Cicco, era stata attivata, infatti, a seguito di un esposto anonimo, nel dicembre del 2015. Nell'esposto veniva ricostruito l'episodio e dunque riferito che un addetto ai servizi demografici della delegazione Scalo avrebbe costretto una straniera a concedersi a lui in cambio del rilascio di un documento nel piano superiore dell'immobile. Nel corso delle indagini i militari dell'Arma della stazione Scalo avevano effettuato una serie di accertamenti e sentito diverse persone che potevano avere notizie sull'accaduto. Così erano riusciti a identificare la vittima, 36 anni al momento dei fatti, inizialmente rimasta anonima. E questa, alla fine, aveva confermato l'accusa nei confronti del frusinate.

Stando alle accuse, l'uomo «con minaccia ed abuso d'autorità» l'avrebbe costretta a compiere atti sessuali altrimenti non le avrebbe rilasciato la carta d'identità. Senza questo documento la donna avrebbe avuto seri problemi per cui non era stata in grado di opporsi né di rivolgersi ad altro personale della struttura comunale per farsi aiutare e ottenere ugualmente il documento richiesto.

Stando così le cose, al dipendente pubblico è stata contestata la violenza sessuale con l'aggravante del fatto commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle proprie funzioni. Oltre alla violenza gli è stata contestata la concussione per aver abusato dei suoi poteri al fine di costringere la straniera a congiungersi con lui.

Il caso era finito all'attenzione del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone che, in accoglimento della richiesta del pubblico ministero, ha disposto il rinvio a giudizio per l'uomo. La prima udienza è stata fissata ad aprile. Il dipendente per la difesa si è affidato all'avvocato Marco Maietta.