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La mobilitazione

Corteo per salvare la fabbrica, i sindaci dicono "sì"

Un pomeriggio di confronto tra sigle sindacali, mondo dell'imprenditoria e primi cittadini del Cassinate per la grande manifestazione del 20 marzo in partenza da piazza De Gasperi

Una consulta dei sindaci che scende in campo al fianco dei sindacati e del territorio. Una consulta che rimarca la piena e consapevole volontà di partecipare a qualsiasi iniziativa che possa strappare il territorio dall'involuzione industriale nel quale è precipitato.  In primis il segretario generale Uilm Frosinone Gennaro D'Avino, a lui il compito di lanciare il corteo di piazza a tutela del territorio "che ancora una volta è chiamato a difendersi dalle scelte scellerate di Stellantis ma anche delle politiche europee". Ha ricordato i numeri: dal primo gennaio lo stabilimento ha lavorato appena 12 giorni con famiglie "che non riescono ad arrivare alla seconda settimana del mese, siamo ai titoli di coda. Siamo ormai agli annunci da troppo tempo. C'è uno stabilimento sotto attacco. Una crisi così non la ricordo negli ultimi venti anni tra licenziamenti collettivi e appalti che non vengono rinnovati". Il giorno 20 sarà l'inizio di una serie di iniziative per un territorio che è stato "offeso, attaccato, messo in discussione". Impossibile non ricordare le serrande che si abbassano e le aziende in crisi per effetto della crisi dell'automotive. "Questa battaglia bisogna farla tutti quanti insieme affinché ci sia la consapevolezza che il 20 marzo sia soltanto l'inizio. Quel giorno bisognerà fermare una città per dare la possibilità ai lavoratori di questa terra di continuare a lavorare, altrimenti saremo tutti complici". Anche nelle parole di Mirko Marsella, segretario provinciale Fim Cisl, le tinte fosche di un quadro desolante.  "Noi da questa sala possiamo incidere sulle scelte, possiamo alzare il livello. Abbiamo lavorato per creare una unità con tutte le organizzazioni sindacali perché il tema sta diventando sempre più complicato: sapete bene la disperazione che sta vivendo l'intero territorio. Il 2025 è stato l'anno più nero della storia con più di cento giorni di cassa integrazione, con un 2026 ancora peggiore. Il trend difficilmente cambierà con due anni ancora in ammortizzatori sociali". Ammortizzatori sociali ma non per tutti, ci sono aziende dell'indotto con l'acqua alla gola e senza interventi urgenti si rischia di lasciare da sole le famiglie che vivono con appena 1.200 euro al mese. Scioperi, presidi al Mimit, manifestazioni a Bruxelles, lotta quotidiana al fianco dei lavoratori a cui si unisce ora la mega iniziativa del corteo. Appello a tutti a partecipare affinché sia un appuntamento memorabile. Una crisi sistemica per Andrea Di Traglia, segretario Frosinone-Latina della Fiom-Cgil. Una crisi sistemica che sta logorando la terra del basso Lazio. "Mai una crisi così grave dal 1972. Non è possibile che al terzo mese dell'anno abbiamo 12 giorni di lavoro. Abbiamo appena finito di descrivere il 2025 come peggior anno mentre siamo nel cuore della catastrofe, lo dobbiamo dire a ragion comune. Il sud della provincia rischia l'isolamento perché tutto riconduce all'automotive anche il negozio sotto casa o il bar che prepara le colazioni. Noi oggi siamo qui a rivendicare con forza che l'appuntamento del 20 non sia che l'inizio".

Ancora più duro Maurizio Stabile, segretario provinciale Fismic: "Qui sta per scoppiare una bomba sociale, questa è una manifestazione di tutti. Qui non ci sono primi attori".
Tutti uniti per difendere un territorio nelle parole di Gerardo Minotti segretario generale Uglm che ha sottolineato la mancanza di investimenti in Italia dove i costi sono superiori.
Presente anche Vittorio Celletti, presidente di un'Unindustria Cassino: "Siamo nella notte è vero, però il sole può illuminarci per andare avanti" richiamando il "Sol per noctem". Ha incalzato la consulta per poter scrivere a Stellantis al fine di creare ponti ma anche al presidente del Consiglio per poter essere propositivi pensando al mantenimento immediato ma anche allo sviluppo. "Noi possiamo essere quelli che aiutano a essere competitivi. A Stellantis direi che non si può parlare di futuro senza l'indotto ma insieme all'indotto".
Il direttore di Federlazio Massimiliano Iannucci ha ribadito, come associazione datoriale, la denuncia di una difficoltà nel capire il piano industriale. "È la chiarezza che è sempre mancata, lo abbiamo detto anche presso la Regione". Ha parlato di riconversione per andare a differenziare. "Se c'è questa opportunità la dobbiamo agganciare" visto che nel basso Lazio ci sono le competenze.
Nelle parole della Longo, delegata di Anselmo Rotondo "Pontecorvo sarà al vostro fianco", sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco che ha sottolineato anche l'importanza di avere una visione in un territorio con grande potenzialità ma poco attrattivo. Lunga e articolata la disamina del sindaco di Piedimonte Gioacchino Ferdinandi con un accento marcato sul disorientamento legato alla mancanza del piano industriale.
"Questa è chiamata Terra di Lavoro ma di terra (con capannoni dismessi) ne è rimasta tanta, di lavoro niente", ha tuonato dall'aula Di Biasio Gennaro D'Avino (Uilm). 
Su tutti il sindaco Enzo Salera: la consulta è compatta e parteciperà alla manifestazione. Si tenterà, tutti uniti, di levare alto un grido di dolore per poter essere ascoltati.

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