Si aggirano soprattutto nei giardinetti e nella zona della stazione ferroviaria della parte bassa del capoluogo. Si "nascondono" tra i tanti con cappelluccio, cuffiette alle orecchie, che cercano, seppur con difficoltà, di integrarsi. In barba alla legge diventano spacciatori o acquirenti. Un fenomeno che da qualche mese sta prendendo sempre più piede. Lo dimostrano i controlli, le denunce e in alcuni casi gli arresti delle forze dell'ordine. Alcuni giovani richiedenti asilo stanno cercando di fare business con la droga.
E non solo a Frosinone, ma anche in altre città della Ciociaria. Soprattutto nelle ultime settimane sono stati "pizzicati" diversi profughi. L'ultimo episodio giovedì mattina, in un'abitazione in via Vado del Tufo. Nel corridoio che conduce agli appartamenti, occultati in un mobiletto, sono stati rinvenuti otto involucri contenenti canapa indiana, dal peso complessivo di oltre venti grammi.

Il contrasto

La polizia di Stato non abbassa la guardia e continua a tenere sotto stretta osservazione alcuni luoghi di aggregazione dei migranti, con ritrovamenti e sequestri di sostanza stupefacente. Gli agenti della squadra volante della questura, guidata dal commissario capo Flavio Genovesi, con il prezioso ausilio delle unità cinofile antidroga della polizia di Stato, stanno setacciando i luoghi maggiormente frequentati dai migranti.
Accertamenti estesi anche nei locali dove sono ospitati. L'attività, svolta dagli agenti della Volante della Questura e dalle unità cinofile antidroga, ha portato a scovare altre dosi pronte da "piazzare" sul "mercato". Il fiuto della "pattuglia" a quattro zampe, in trasferta da Nettuno, ha condotto i poliziotti ad ispezionare uno stabile che ospita cittadini richiedenti asilo, sempre nella parte bassa del capoluogo, scovando così la droga.

Gli ultimi episodi

Neanche a 24 ore di distanza, mercoledì perlustrando la zona della stazione ferroviaria del capoluogo, il fiuto di Dorian e Naike – i due cani poliziotto – ha scovato, tra una siepe dei giardini, un pacchetto di sigarette contenente sei confezioni sempre di canapa indiana. Lo stupefacente era stato occultato da un uomo che, alla vista degli agenti, aveva pensato di disfarsi della droga senza farsi notare.
L'autore, fermato e identificato, è un ventiseienne originario della Somalia e richiedente asilo. Nel corso del controllo i cani poliziotto hanno annusato le scarpe: in quel nascondiglio aveva depositato altre due confezioni di canapa indiana. Per il somalo inevitabile la denuncia. Il terzultimo caso martedì. A finire nei guai un gambiano trovato in possesso di ventotto grammi di marijuana.
Negli ultimi tempi sono, dunque, diversi gli interventi per droga effettuati tra i richiedenti asilo: in poco meno di tre mesi tra Frosinone, Cassino e Fiuggi gli agenti hanno eseguito quattro arresti. I controlli della Polizia di Stato proseguiranno senza sosta: è un chiaro segnale per chi non rispetta le "regole", contrastando il business della droga; nel mirino offerta e domanda. L'età dei profughi che spacciano va dai venti ai trent'anni e anche tra gli acquirenti ci sono soprattutto persone richiedenti asilo.
Ovviamente, visto l'incremento del fenomeno, non si esclude che da qui a poco possa estendersi anche tra i giovani italiani.
Le operazioni di polizia fotografano, dunque, un aumento dei casi che riguardano immigrati regolari che cercano guadagni facili, molto probabilmente alcuni con la regia di chi, approfittando della loro presenza sulle strade, nelle piazze, nei luoghi più frequentati, prova a "sfruttarli" per immettere sul mercato enormi quantitativi di sostanza stupefacente.
Quantitativi che vanno ad aggiungersi ai fiumi di droga che da anni, come racconta la cronaca, arriva in Ciociaria, anche vista la vicinanza di due grandi città come Napoli e Roma.