La polemica
12.03.2026 - 10:00
Scontro aperto tra Cgil e Cisl. La prima non ha firmato il contratto collettivo di lavoro e la seconda chiede di escluderla dalla contrattazione decentrata integrativa. La Funzione pubblica della Cgil Frosinone Latina lancia, pertanto, «un allarme su quanto sta accadendo in alcuni comuni della provincia, dove si stanno registrando iniziative, in particolare ripetute note provenienti da un sindacato come la Cisl Fp, che reclamano la esclusione della Cgil dai tavoli di contrattazione a seguito della scelta di non firmare il rinnovo del contratto collettivo nazionale funzioni locali», scrivono la segretaria Maria Carmen Falstaffi e il segretario territoriale Vittorio Simeone. Che spiegano: «La Cgil ha infatti giudicato insufficienti gli aumenti previsti dal contratto, pari al 5,78%, a fronte di un aumento dei prezzi al consumo che nel periodo 2022-2024 ha superato il 17%, erodendo pesantemente il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori degli enti locali».
Secondo i due sindacalisti «la decisione di non firmare un contratto ritenuto inadeguato è una prerogativa pienamente legittima dell’azione sindacale. Ciò che invece appare grave è il tentativo, che in alcuni casi si sta manifestando, di utilizzare questa scelta per ridurre o impedire la presenza della Cgil ai tavoli di confronto nei comuni». Secondo il sindacato si tratta di un’interpretazione che contrasta con l’articolo 39 della Costituzione, che tutela la libertà e il pluralismo dell’azione sindacale e garantisce il diritto di rappresentanza dei lavoratori. «Privare i lavoratori della presenza del principale sindacato del Paese nei tavoli di confronto - prosegue la Fp Cgil - significa comprimere il pluralismo sindacale e indebolire la rappresentanza nei luoghi di lavoro».
Nel mirino della Cgil è finita una comunicazione, partita nei giorni scorsi, dalla Cisl Fp di Frosinone, indirizzata al presidente della Provincia e ai sindaci dei 91 comuni della Ciociaria. A seguito della sottoscrizione del contratto, la Cisl Fp ha chiesto «l’applicazione degli istituti a contenuto economico e normativo tra cui l’immediata liquidazione a tassazione separata degli arretrati contrattuali tabellari e per il comparto anche degli straordinari e delle indennità legate alla paga oraria, come l’indennità di turnazione, dal 1° gennaio 2024». Ma non solo. Tra le richieste ci sono pure: «la convocazione della Rsu ed esclusivamente delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto funzioni locali del 23/02/2026, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral, per un incontro approfondito sul piano triennale del fabbisogno del personale e sulle modalità attuative dello stesso». La Cisl, inoltre, chiede «la costituzione e/o l’aggiornamento, per gli enti con oltre 70 dipendenti, entro 30 giorni dalla sottoscrizione definitiva del contratto, dell’organismo paritetico per l’innovazione richiedendo esclusivamente alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto del comparto funzioni locali del 23/02/2026, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral, la relativa designazione dei membri, ai sensi dell’art. 6; la costituzione, da parte dell’ente, della delegazione di parte pubblica entro 30 giorni dalla sottoscrizione definitiva del contratto del comparto delle funzioni locali».
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