Trevi nel Lazio
21.02.2026 - 09:01
I resti della casamatta esplosa lo scorso 5 febbraio
La procura della Repubblica di Frosinone ha iscritto sul registro degli indagati per il reato di lesioni personali gravissime e plurime violazioni della normativa sulla sicurezza il cinquantacinquenne Antonio O., titolare della fabbrica di fuochi d’artificio che il 5 febbraio scorso è saltata in aria agli Altipiani di Arcinazzo ferendo gravemente due operai che in quel momento si trovavano nella fabbrica, un’esplosione molto potente che avrebbe potuto comportare anche la morte dei due lavoratori, entrambi di nazionalità pachistana.
Dei due operai feriti nella deflagrazione della fabbrica di fuochi d’artificio, uno di 38 anni, residente agli Altipiani, è stato trasportato al policlinico Umberto I di Roma dov’è stato ricoverato in prognosi riservata per un trauma cranico, fortunatamente non in pericolo di vita; l’altro di 26 anni, richiedente asilo, con ferite più lievi, è stato portato all’ospedale di Alatri dallo stesso titolare dell’azienda.
Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco per domare le fiamme innescate dallo scoppio e transennare l’area, gli ispettori dello Spresal per verificare le condizioni di sicurezza dello stabilimento e i carabinieri che hanno poi condotto le indagini.
Dai primi rilievi sarebbe emerso che sia stato un principio d’incendio a innescare l’esplosione di una delle casematte che contengono il materiale pirico per preparare i fuochi d’artificio. I vigili del fuoco, dopo diversi sopralluoghi, hanno stilato una dettagliata relazione, trasmessa poi agli inquirenti.
L’interrogatorio del titolare della ditta avverrà nei prossimi giorni alla presenza del suo avvocato di fiducia Giampiero Vellucci.
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