Cassino
21.02.2026 - 10:00
La linea di montaggio dove si producono Giulia, Stelvio e Grecale
L’involuzione industriale del basso Lazio continua a destare profonda preoccupazione e ad alimentare l’allarme delle organizzazioni sindacali. Anche nelle ultime ore si è registrata la notizia dell’ennesimo fermo produttivo: appena sei giorni di lavoro dall’inizio dell’anno, un dato che fotografa con crudezza la fragilità del momento e che proietta sul futuro un’ombra fatta di incertezze e di comprensibili ansie. Le linee restano troppo spesso ferme, l’indotto è paralizzato e immerso negli ammortizzatori sociali, mentre i nuovi modelli non hanno ancora la “targa” dell’ufficialità né una tempistica definita. A breve scadrà la cassa integrazione e, intanto, le buste paga si alleggeriscono sotto i colpi degli stop alla produzione, erodendo un potere d’acquisto già messo a dura prova e mortificando l’intero tessuto economico del territorio.
In questo scenario complesso si inserisce la vertenza che coinvolge Trasnova, Teknoservice e Logitech, con l’apertura della procedura di licenziamento per decine di operai nel solo Cassinate e 180 in tutta Italia. Numeri che spaventano e che rischiano di non rappresentare un episodio isolato, ma il segnale di una sofferenza più ampia e strutturale. La mobilitazione dei sindaci e la convocazione della Consulta del Cassinate per lunedì testimoniano la gravità del momento e la volontà delle istituzioni di non restare spettatrici di fronte a un quadro che impone scelte tempestive e lungimiranti. A questa iniziativa si affianca ora la mossa delle sigle sindacali. Fim Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic e Uglm hanno convocato un attivo unitario delle Rsu e Rsa di Stellantis e delle aziende dell’indotto per il 3 marzo alle 9 all’hotel Edra.
Un appuntamento che si annuncia di straordinaria importanza in una fase delicata e decisiva per il futuro industriale e occupazionale del territorio, chiamato a ridefinire le proprie prospettive in un contesto nazionale e internazionale segnato da profonde trasformazioni nel settore automotive.
«L’attivo sarà un momento centrale di analisi, confronto e condivisione - scrivono in una nota - sulla situazione produttiva dei siti, sulle prospettive dell’automotive e sulle iniziative sindacali da mettere in campo con determinazione nelle prossime settimane.
Di fronte alle incertezze che attraversano il settore è fondamentale rafforzare l’unità e costruire una risposta compatta, responsabile e incisiva. Solo attraverso la partecipazione attiva, il confronto trasparente e la coesione tra lavoratrici e lavoratori potremo tutelare l’occupazione, difendere il lavoro e rivendicare prospettive industriali chiare e concrete. La presenza di tutte e di tutti è non solo importante ma indispensabile: l’unità è la nostra forza e insieme possiamo tracciare un percorso comune a difesa del futuro del settore automotive e dell’intero territorio».
Le parole delle organizzazioni sindacali richiamano con forza il valore della coesione in una fase che richiede lucidità, responsabilità e capacità di proposta. Il territorio del Cassinate, storicamente legato alla grande industria manifatturiera, si trova oggi a un bivio: da un lato la necessità di difendere l’occupazione e il reddito delle famiglie, dall’altro l’urgenza di ottenere certezze industriali, investimenti, nuovi modelli e una programmazione chiara. In gioco non vi è soltanto il destino di singoli stabilimenti, ma l’equilibrio sociale ed economico di un’area che ha costruito attorno alla fabbrica la propria identità produttiva.
Intanto il 23 febbraio montaggio e collegati staranno fermi. Nuova giornata di stop comunicata ieri da Stellantis. Si continua a lavorare a singhiozzo tra mille incertezze. Cancelli quasi sempre chiusi come spenta è ogni speranza di risalita. Il numero degli operai è sceso a quota 2.200 e potrebbe calare ancora immersi anche loro in quella spirale involutiva che sta avvolgendo lo stabilimento. L’attesa per maggio, quando verrà presentato il piano industriale, è spasmodica soprattutto per l’unico stabilimento del gruppo che non ha avuto la sua mission produttiva ma solo intenzioni e annunci. Di qui l’allarme sindacale che si andrà a concretizzare con l’attivo del 3 marzo, data in cui ci sarà un momento di confronto e di condivisione tra le parti sociali sulle prospettive dell’automotive ma anche e soprattutto sulle iniziative da mettere in campo nelle prossime settimane. Non si può restare con le mani in mano, tutti sono decisi a fare sentire la propria voce.
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