Il processo
31.01.2026 - 17:36
Si avvia alla conclusione il processo a carico di Luca Agostino, il quarantacinquenne di Villa Latina accusato dell’omicidio volontario, aggravato da futili motivi, del compaesano Armando Tortolani, avvenuto il 19 maggio 2024.
La deposizione
Nel corso di un lungo e drammatico esame, al quale aveva chiesto di essere sottoposto, Luca Agostino ha risposto prima alle domande del pubblico ministero, poi a quelle degli avvocati delle parti civili Paolo Marandola, Vittorio Salera, Michelangelo e Alessandro Montesano Cancellara, Marcello Panzini e Carmine Cervi. Sono stati i difensori del quarantacinquenne, gli avvocati Beniamino Di Bona ed Enrico Maria Gallinaro, oltre al presidente della Corte d’Assise, a rivolgere ulteriori domande e a chiedere chiarimenti all’imputato, che ha parlato ininterrottamente per circa quattro ore. Luca Agostino, in particolare, ha sostenuto di non avere mai accoltellato la vittima. Anzi, a suo dire, Armando Tortolani si sarebbe potuto procurare le ferite da taglio rinvenute sul suo corpo (comprese quelle al petto e al collo, ritenute decisive per le cause del decesso) in seguito alla caduta su un vaso di fiori, dove si trovava una “cannuccia”. Inoltre, Agostino ha affermato di essersi recato a casa del compaesano per chiedergli conto di uno sguardo che avrebbe rivolto la sera prima nei confronti di suo fratello Cristian e della sua compagna, all’interno di un pub a Villa Latina. Quindi, l’imputato ha ripercorso i momenti concitati di quella tragica domenica di maggio e di come, una volta terminata la comunione di sua figlia, si sia messo alla ricerca della vittima. Lo avrebbe fatto, sempre a suo dire, per quello che doveva essere un semplice chiarimento, culminato invece con la morte di “Armandino”.
Al termine dell’esame dell’imputato, la Corte d’Assise si è ritirata in Camera di consiglio, per sciogliere la riserva riguardo alle richieste istruttorie suppletive avanzate dalle parti. Nel primo pomeriggio, è stata letta l’ordinanza con la quale sono state rigettate tutte le richieste presentate dalla difesa. Le istanze chiedevano di disporre una superperizia medico-legale in merito alle cause del decesso e al comportamento dei sanitari intervenuti per soccorrere la vittima. Ma anche di effettuare un confronto fra i testimoni oculari e l’imputato. Pertanto, nelle prossime udienze non verranno ascoltati altri testi o periti. La Corte d’Assise procederà spedita verso l’attesa sentenza. Nel dettaglio, già il 17 febbraio è prevista la discussione del pubblico ministero e delle parti civili, mentre è fissata al 7 marzo quella dei difensori dell’imputato. Il 12 marzo, infine, sono previste le repliche e la sentenza che dovrà decidere la sorte di Luca Agostino.
Anche ieri nell’aula del Palazzo di giustizia di Cassino, come avviene dall’inizio del processo, erano presenti la moglie, il padre e la sorella di “Armandino”, insieme ad altri parenti e amici di Villa Latina.
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