Frosinone
03.02.2025 - 08:59
Ammanco di circa 80.000 euro in 48 ore da un ufficio postale di un paese dell’hinterland ciociaro. L’ex direttore è stato accusato di peculato.
I fatti
La vicenda è venuta alla luce durante una verifica effettuata dall’ufficio centrale nella sede delle Poste di un paese ciociaro. Vengono riscontrate anomalie sulle giacenze del denaro. In sostanza dall’ufficio in questione non erano state rimesse le disponibilità liquide, non erano stati restituiti i soldi ogni 48 ore, per un ammanco, stando alle accuse, di circa 80.000 euro. Vengono, così, inviati ispettori dall’ufficio centrale e viene fuori che il direttore è a casa. L’impiegato presente non aveva possibilità di accedere alla cassa e verificare la questione riguardo l’ammanco di 80.000 euro.
A quel punto scatta la perquisizione a casa del direttore. Viene trovato uno scarso importo di denaro, circa tremila euro, anche se non c’è certezza che i soldi si riferiscano effettivamente a parte dell’ammanco. L’uomo viene denunciato e sollevato dall’incarico. L’accusa è di peculato.
Nel corso dell’udienza preliminare, il cinquantaduenne si sottopone all’interrogatorio di garanzia non ammettendo i fatti e sostenendo che non era riuscito a ricostruire il tutto, quindi, a chiarire circa l’ammanco, per il fortissimo stress psicologico.
Il gup, come detto, ha accettato la richiesta della difesa riguardo la perizia medico legale in ordine a due profili: la capacità processuale di stare a giudizio per i fatti accaduti e la capacità di intendere e volere al momento dei fatti.
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