Delitto di via Pascoli, Sandro Di Carlo andrà davanti alla Corte d'assise di Cassino il prossimo 15 marzo. Rigettata ieri l'istanza di un abbreviato condizionato a una nuova perizia psichiatrica, affidata a un super collegio di medici, dopo i pareri discordanti già ottenuti nell'incidente probatorio. Perizia che, però, potrebbe essere eseguita durante il dibattimento. Come spiegato dalle difese, secondo quanto ammesso dalla legge, al momento non è per questo precluso lo sconto di pena legato alla scelta del rito speciale. Comunque una cosa è certa: l'operaio di Cassino arrestato per aver ucciso la giovane dominicana nell'appartamento di via Pascoli affronterà il dibattimento.

La ricostruzione
Yirel Peña Santana, 34 anni di origini dominicane, sarebbe stata uccisa con diverse coltellate dopo essere stata picchiata lo scorso 27 maggio in un appartamento del centro di Cassino. Uno dei fendenti andati a segno le avrebbe perforato il polmone: trovata, qualche ora dopo, in un lago di sangue. A indirizzare le indagini su Di Carlo, operaio di 26 anni di Cassino - che si è sempre detto innocente - è stata un'impronta insanguinata isolata dalla polizia scientifica sul muro della stanza da letto della vittima. Fondamentali nell'attività di indagine gli abiti ancora sporchi di sangue e il contenuto dei cellulari sequestrati. Una indagine lampo, svolta dagli agenti della squadra mobile, dai colleghi del commissariato e della scientifica in pochissimo tempo. Di Carlo è stato arrestato di ritorno da Roma, dove aveva trascorso la domenica. Secondo gli inquirenti, con le scarpe ai piedi ancora macchiate del sangue della dominicana. Il giovane, accusato di omicidio aggravato, ha subito negato: ha spiegato di essersi recato nell'appartamento di Yirel, di aver dimenticato un oggetto e di essere tornato indietro ma, quando ha aperto la porta appena socchiusa, la ragazza era già in un lago di sangue: ecco il perché dell'impronta lasciata in camera. Avrebbe avuto paura e sarebbe fuggito. Un'indagine senza sbavature che ha fornito nelle mani del sostituto procuratore Alfredo Mattei un quadro chiaro. Per questo agli inizi del mese di dicembre era stato chiesto un giudizio immediato, con la fissazione da parte del gip della prima udienza al 15 marzo prossimo, davanti alla Corte d'assise di Cassino.
Durante l'incidente probatorio l'esperto della difesa di Di Carlo - rappresentato dagli avvocati Sandro Salera e Alfredo Germani - ha valutato il ragazzo non lucido; valutazione opposta per il professore incaricato dalla procura. Poi la richiesta di un abbreviato condizionato a una nuova perizia psichiatrica, da affidare questa volta a un collegio di tre medici per stabilire in modo univoco la sua capacità di intendere e di volere. Istanza rigettata, ma solo in quella fase. Non è escluso, infatti, che possa essere eseguita durante il dibattimento, come sottolineato dal gip. Ed è proprio questo un nodo importante nella valutazione della pena a carico dell'imputato e del relativo sconto, legato anche alla scelta del rito discusso ieri. Valutazione che verrà effettuata adesso nel corso del processo.

Le parti civili
Ammessa ieri mattina la costituzione di parte civile della madre della vittima, assistita dall'avvocato Marco Rossini. Non ammesse al momento (ma chiesto un rinvio) quelle dei figli di Yirel: seguito dalla difesa tutto l'iter per l'autenticazione delle procure speciali nella Repubblica Dominicana, si sarebbe verificato un intoppo burocratico. La difesa ha comunque prodotto la documentazione inoltrata tempestivamente. Ammessa invece l'ammissione come parte civile dell'associazione "Insieme per Marianna", nata a Roma - dopo l'uccisione di Marianna Manduca - per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e sui minori.