Un territorio fragile che ha bisogno di essere controllato e salvaguardato. Il rischio frane si è materializzato in piena estate con l'emergenza scattata in centro a Sora dopo la caduta di un masso di quasi un quintale che ha terminato la sua corsa nel campetto di calcio della curia vescovile. E anche lo stato di salute del fiume Liri desta preoccupazioni: nei giorni scorsi l'associazione Fare Verde ha presentato un esposto chiedendo che vengano avviate le indagini per stabilire quale sia la condizione delle acque del Liri, che sempre più frequentemente vengono invase da una sostanza schiumosa visibile a occhio nudo.

Il sindaco Luca Di Stefano monitora attentamente le due situazioni. «Stiamo attenzionando il problema del rischio idrogeologico - spiega il primo cittadino - monitorando le frane, non solo la collina della curia vescovile dove c'è stato il sopralluogo del Genio civile, ma stiamo predisponendo anche atti importanti per le situazioni di via Spinelle, Valfrancesca e Valleradice e per la frana delle Compre, dove verranno sistemati dei gabbioni. I primi interventi li vedremo in queste ultime due zone per le quali i finanziamenti sono già stati ammessi. E poi abbiamo la frana di via Grignano».

Quanto al Liri, Di Stefano assicura la massima attenzione: «Già mi sono sentito con alcuni sindaci della Valle di Roveto per cercare, in collaborazione con l'Arpa Lazio e l'Arta Abruzzo, di promuovere una campagna di prelievi in alcuni tratti del fiume, sia a monte che a valle. Vogliamo controllare in maniera periodica l'eventuale presenza di sversamenti tossici. Dall'ultimo prelievo che fu fatto quando ero consigliere comunale d'opposizione, non venne rilevato un problema di tossicità delle acque, ma una carenza di ossigeno che causava questa schiuma. L'attenzione è alta proprio per controllare che si tratti ancora di un fenomeno naturale e che non venga provocato da qualcuno. Restiamo a disposizione delle autorità che stanno lavorando nella maniera migliore».